Non occorre essere raffinati sociologi per notare quanto la mentalità che trasuda dai vari “media” renda oggi l’uomo sempre meno distinguibile dalle cose e di conseguenza, come le cose, controllabile e disponibile. Così anche la vita, il nascere e il morire diventano oggetti disponibili. La morte sta diventando un presidio terapeutico, un’opzione tra le altre, addirittura un indice di progresso. Così anche il figlio diventa oggetto di diritto e non soggetto di diritto, da ottenere anche a costo di calpestare la dignità e la vita degli altri. A tal proposito la scienza ha messo a disposizione numerose tecniche atte a favorire la fecondazione. Lungi da me criminalizzare chi si adopera per il benessere e la salute delle persone, solo vorrei sottolineare che non tutto quello che si può fare, solo per il fatto che è possibile, sia anche opportuno farlo. Del resto la storia insegna!

Uno di questi campi “minati” in cui la scienza si è particolarmente prodigata, è quello della PMA: la Procreazione Medicalmente Assistita.

Scopo di questo articolo è quello di offrire un orientamento per chi volesse addentrarsi in questo intricato labirinto, dove senza un robusto “filo di Arianna” c’è rischio di perdersi.

  • In cosa consiste la fecondazione assistita?
  • Che cosa può fare?
  • Tutto ciò che è possibile, è anche lecito?
  • Qual è l’atteggiamento dei cristiani nei confronti della PMA?

Per queste le domande cercherò di dare dei punti di orientamento.

Definizione:
La procreazione assistita è quell’insieme di tecniche che favoriscono o sostituiscono in tutto o in parte la naturale modalità di concepimento, ottenuto dall’unione tra maschio e femmina. (Per semplicità si considerano i termini fecondazione e procreazione come sinonimi). Esistono vari criteri che consentono di classificare le tecniche di fecondazione assistita: in base alla provenienza dei gameti, in base al luogo di fecondazione o in base al percorso terapeutico.

-In base alla provenienza dei gameti si distingue:

  1. Fecondazione assistita omologa (il materiale biologico, seme e ovuli, appartiene ai genitori stessi del nascituro);
  2. Fecondazione assistita eterologa (il seme e/o gli ovuli non appartengono a uno o a nessuno dei genitori).

-In base al luogo della fecondazione si distinguono:

  1. Fecondazione assistita intracorporea, quando i gameti (uovo e spermatozoi) vengono fatti incontrare all’interno del corpo femminile, se pur artificialmente;
  2. Fecondazione assistita extracorporea, quando i gameti vengono uniti in provetta e successivamente, a embrione avviato, viene fatto l’impianto nell’utero femminile.

-In base al percorso terapeutico si possono classificare le procedure di fecondazione in tre livelli.

-Tecniche di primo livello:

a)     Inseminazione semplice. Consiste nell’avere rapporti sessuali mirati, appena accertata ecograficamente l’ovulazione.

b)     Inseminazione artificiale intrauterina (IUI). Consiste nell’iniettare direttamente il liquido seminale nell’utero. Necessita solitamente di un’adeguata stimolazione ormonale ovarica e di una selezione degli spermatozoi.

-Tecniche di secondo livello:

a) Fecondazione in Vitro e quindi Trasferimento dell’Embrione (FIVET). Previa iperstimolazione ovarica, si prelevano più ovociti (al momento in Italia massimo tre) e si pongono, assieme agli spermatozoi opportunamente trattati, in un terreno di coltura. Dopo 2-5 gg si trasferiscono gli embrioni in utero.

b) Trasferimento intratubarico dei gameti (GIFT). Per via laparoscopica sono inseriti nelle tube ovuli e spermatozoi opportunamente preparati in vitro. Rispetto alla FIVET non sono trasferiti embrioni ma gameti.

-Tecniche di terzo livello.

Consistono nella micromanipolazione dei gameti, sia maschili sia femminili. La modalità più comune è l’Iniezione intracitoplasmatica degli spermatozoi (ICSI).
Si prelevano e si fecondano più ovociti. Dopo circa 72ore si scelgono due embrioni che saranno impiantati nell’utero.

- Un’altra modalità di PMA è rappresentata della Maternità surrogata.

Questa procedura permette di diventare genitore anche a chi non è in grado di iniziare o portare a termine una gravidanza, grazie a donne che accettano di essere gestanti per conto terzi. Le coppie eterosessuali utilizzano preferibilmente i propri gameti, diventando così i genitori “genetici”. Oppure utilizzano il proprio ovocita (con seme di donatori) o viceversa, il proprio seme (con ovocita da donatrici). Le coppie omosessuali e i “single” dovranno integrare con quello che gli manca. Esistono ormai (all’estero) cliniche che mettono a disposizione “data base” per la scelta delle caratteristiche del futuro figlio con proposte “all inclusive”, offerte speciali ed anche pacchetti economici secondo le tasche dei richiedenti.

Fino ad ora abbiamo visto cos’é la PMA e che cosa può fare.

Restano altre due domande:

  • Tutto ciò che è possibile, è anche lecito?
  • Qual è l’atteggiamento della Chiesa cristiana nei confronti della PMA?

Per orientarsi nelle varie procedure bisogna prima di tutto farsi un segno di croce, perché sulle braccia di questa croce sono incisi i nostri quattro punti cardinali:

  1. La vita è un dono di Dio
  2. Ogni figlio nasce dal concepimento tra un uomo e una donna
  3. In ogni concepito è presente lo Spirito di Dio
  4. Ogni procedura deve essere “santa” e orientata, in primis, al bene del nascituro.

Alla domanda quindi se tutto ciò che è possibile sia anche è lecito, si può rispondere che tutto dipende dalle conseguenze (vedi il “Critone” di Platone).

Le nostre azioni sono eticamente indifferenti (perlomeno fino a quando non se ne prendono in esame le conseguenze), oppure esistono azioni che in se stesse e per se stesse sono sempre e comunque ingiuste? Quando diciamo “conseguenze del nostro agire”, pensiamo subito a quale utilità o quale danno può causare ciò che io faccio oppure, quale piacere o quale dolore può provocare. Pertanto, se noi pensiamo che la distinzione fra ciò che è tecnicamente possibile e ciò che è anche lecito fare, dipenda dalle conseguenze, è come dire: è lecito ciò che è utile e/o piacevole; è illecito ciò che è dannoso e/o spiacevole. Ma ciò che è utile oggi non necessariamente lo sarà un domani; ciò che è piacevole per me, non necessariamente lo è per gli altri. Quindi delle due l’una: o si lascia ciascuno libero di perseguire il proprio utile, oppure si viene ad una convenzione in forza della quale si stabiliscono delle regole, che rendano possibile una convivenza fra opposti individui. Anche per quanto riguarda la PMA, i criteri per discernere ciò che è solo tecnicamente possibile da ciò che è anche giustamente praticabile sembrano quelli che vengono di volta in volta stabiliti per scelta di singoli giudici, per tendenze ideologiche o per maggioranza. Già Socrate aveva previsto questo: se si nega che esistono azioni ingiuste sempre e comunque, è inevitabile cadere sotto il dominio dell’opinione dei più, delle convenzioni sociali, ecc.
Ma viene da chiedersi: - In base a quale criterio devo accettare i criteri convenzionalmente stabiliti? Ma soprattutto: - Tutto l’umano è materia di convenzione? Oppure esiste una base non contrattabile? Esiste o non esiste una realtà dietro la parola “persona umana”? Questo termine denota qualcosa, anzi qualcuno che merita un rispetto assoluto e incondizionato? Ebbene sì, esistono azioni in se stesse e per se stesse sempre e comunque ingiuste. Esistono azioni che sono tali in quanto negano la verità della persona: compiendole, la persona deturpa se stessa. Tornando quindi alla domanda: “Tutto ciò che è possibile, è anche lecito?” bisogna rispondere che ciò che è possibile tecnicamente è anche giustamente praticabile solo se non nega la verità della persona. E per sapere se una pratica scientifica nega la verità della persona, non occorre tirare in ballo la fede: basta, fondamentalmente, l’uso della ragione.

Un’ultima domanda: Qual è l’atteggiamento della Chiesa cristiana nei confronti della PMA?

Per quanto riguarda la fecondazione eterologa:

“Le tecniche che provocano una dissociazione dei genitori, per l'intervento di una persona estranea alla coppia (dono di sperma o di ovocita, prestito dell'utero) sono gravemente disoneste. Tali tecniche (inseminazione e fecondazione artificiali eterologhe) ledono il diritto delfiglioa nascere da unpadree da unamadreconosciuti da lui e tra loro legati dalmatrimonio. Tradiscono "il diritto esclusivo [degli sposi] a diventare padre e madre soltanto l'uno attraverso l'altro" (Cat.Ch.Cat. n° 2376)

 

Per quanto riguarda la fecondazione omologa:

“Praticate in seno alla coppia, tali tecniche (inseminazione e fecondazione artificiali omologhe) sono, forse, meno pregiudizievoli, ma rimangono moralmente inaccettabili. Dissociano l'atto sessualedall'atto procreatore. L'atto che fonda l'esistenza del figlio non è più un atto con il quale duepersonesi donano l'una all'altra, bensì un atto che "affida lavitae l'identità dell'embrioneal potere deimedicie deibiologie instaura un dominio dellatecnicasull'origine e suldestinodella persona umana. Una siffatta relazione di dominio è in sé contraria alla dignità e all'uguaglianza che dev'essere comune a genitori e figli" (Cat. Ch.Cat n°2377)

Il giudizio morale della Chiesa cattolica sulla fecondazione artificiale si basa, in definitiva, sulla concezione della persona umana, che ha il diritto di nascere da un gesto d'amore dei genitori.

Ma un altro aspetto per il quale la Chiesa giudica moralmente negative buona parte delle tecniche di fecondazione artificiale è quello degli embrioni non impiantati. L'ipotesi di congelare un essere umano, con la possibilità che di lui si arrivi a non aver più bisogno, e che possa essere fatto oggetto di sperimentazione, pone prospettive bioetiche inquietanti. La Chiesa quindi, pone molta attenzione ai mezzi con cui si ricerca un fine.

A tal proposito il presidente dell'Associazione Scienza e VitaLucio Romanorileva "l'inaccettabilità delle tecniche di fecondazione in vitro, che comportano la selezione e soppressione di esseri umani allo stato biologico di embrioni".

Carlo Casini, presidente delMovimento per la vita, commentò così il Nobel 2010 per la scienza a Robert Edwards (padre della fecondazione in vitro):

Suscita profondo dolore l'assegnazione del premio Nobel per la scienza al professor Edwards perché non tiene conto delle centinaia di milioni di esseri umani allo stato embrionale - figli - di cui proprio la fecondazione in vitro ha causato deliberatamente la morte in tutto il mondo. Il ricordo dei bambini nati con questa tecnica e il riconoscimento di valore del desiderio di maternità non possono nascondere la selezione dei figli, il loro deposito in frigoriferi a 196 gradi sotto zero in attesa dellamorte, la loro sottoposizione a sperimentazioni di ogni tipo, il tradimento della razionalità avvenuto quando, per nascondere il terribile segno di morte che grava su questa metodica, si è inventato il concetto di pre-embrione, per negare la dignità umana con un’espressione verbale, al concepito nei primi 14 giorni di vita »

In conclusione spero di aver fatto una sintesi chiara di quello che sono i mezzi di PMA e di aver dato alcuni criteri di orientamento per muoversi in questo labirinto, nonostante la vastità dell’argomento e le molteplici implicazioni.

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