Storia e Arte

La storia e l'arte occupano un ruolo importante nella vita della nostra comunità: la prima rappresenta infatti le nostre radici (da dove veniamo), mentre la seconda costituisce un modo per elevare il nostro spirito valorizzando la cultura e le tradizioni locali.

Marcheno possiede una propria storia, che ha "vissuto" attraverso lo scorrere dei secoli e che ci ha condotti sino ai giorni nostri. Essa si intreccia inevitabilmente con i grandi avvenimenti storici che tutti studiamo a scuola, e da questi ne è ovviamente influenzata. Tuttavia essa possiede le proprie particolarità e curiosità, che la rendono sicuramente degna di un approfondimento.

Un discorso analogo lo merita la produzione artistica presente nel paese, che va dalle due Chiese (ed in particolar modo il Santuario della Madonnina) agli stupendi affreschi recentemente scoperti e restaurati all'interno della chiesa parrocchiale.

Questa sezione è proprio dedicata a rendere omaggio a questi aspetti estremamente importanti della nostra cultura locale, ed è destinata a tutti coloro che amano la conoscenza e le belle opere.

Il santuario di Marcheno dedicato all'Annunciazione e chiamato popolarmente "Madonnina", sorto nel 1° decennio del 1600, non deve la sua fondazione ad un fatto miracoloso, ma alla devozione che gli abitanti di Marcheno hanno sempre nutrito nei confronti della Vergine Maria

Sorto dinnanzi all'edicola edificata nella prima metà del 1400 e dedicata anch'essa all'Annunciazione, come testimonia il dipinto dell'epoca che ancora vi si trova, era situato in aperta campagna, sull'allora strada provinciale della Valtrompia. Ora la strada ha preso il nome di Via Madonnina, sia nel tratto marchenese, che in quello nel comune di Gardone, ed il bel santuario si trova circondato da case e affiancato dall'edificio scolastico, come dice la poesia dedicata alla chiesetta dal maestro Armando Ricci.

L'interno del Santuario, interessante costruzione di pianta circolare, di solenne ed elegante struttura architettonica, propone diverse opere d'interesse artistico, dall'affrescatura della cupola, agli arredi, al bel pulpito ligneo.

Dalle testimonianze giunteci dai secoli passati, il Santuario della Madonnina è sempre stato centro di devozione, e mai è caduto in disuso o è stato abbandonato: tutt'ora è vivo nei marchenesi l'attaccamento a questa chiesa ed alla Vergine a cui è dedicata.

Ah, prope no, nò te se mia piö chèla
dei nos bei agn, o cara Madunìna!,
quand che te ìdïem töta biaca e bèla
en mès ai pracc, o casa cesulìna!

Mè pias co la memoria a turnà endrè
e me regorde che 'n del tep de guèra,
quando che ignďem finalmente a cà,
dopo tat pianzer e tat tribülà,
el prim saluto tè 'n gel dàet té,
apena ultàt la svolta de la Crus;
el prim saluto dela nostra tèra,
bel Santüar, candid e pressiùs!

E la sò strada, comoda, sigüra,
piena de pace, piena de frescüra,
(du veci, du mùrus,gnari de scöla,
ön om col fé, ön om co la cariöla,
'na mama piena dè pensér e crus
dè diga a la Madona a bassa us...)

Töt ghè cambiàt e lè, la Madunìna,
la par vignida grisa e picinina
sota 'l cemento de sinquanta cà,
dès condomini e quindes capanù...

Poer Santüare dè l'Annunciassiù!
E poera strada töta 'n bacanì
dè moto, motocar e muturì.
Ghe gnìt l'asfalt, le cà chè ghéra mia,
ma ghè scapàt la pace e la poesia.

Certo, èl porgresso l'è 'na roba bela
e a tante robe i ga diritto töcc;
però l'è triste véder coì sò öcc
che adès la Madunina ll'è piö chèla!

Ah, proprio no, non sei più quella
dei nostri bei tempi, o cara Madonnina,
quando ti vedevamo tutta bianca e bella
in messo ai prati, o cara chiesetta!

Mi piace con la memoria ritornare
e mi ricordo che in tempo di guerra
quando tornavamo finalmente a casa,
dopo tanto piangere e tanto tribolare,
il primo saluto ce lo davi Tu,
appena svoltata la curva della Croce
il primo saluto della nostra terra
bel Santuario candido e prezioso

E questa strada, comoda, sicura
(due vecchietti, due morosi, ragazzi di scuola
una mamma piena di pensieri e croci
da dire alla Madonna a bassa voce)

Tutto è cambiato, e lei, la Madonnina,
sembra divenuta grigia e piccolina
sotto il cemento di cinquanta case
dieci condomini e quindici capannoni...

Povero Santuario dell'Annunciazione
E povera strada, tutta un baccano
di moto,motocarri e motorini.
È arrivato l'asfalto, le case che non c'erano,
ma sono scappate la pace e la poesia.
Certo, il progresso è una cosa bella
e a molte cose hanno tutti diritto
Però è triste vedere con i nostri occhi
che adesso la Madonnina non è più la stessa!

Armando Ricci (1973)