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I testi e le immagini sono stati realizzati dall'Ufficio Cultura della Comunità Montana di Valle Trompia in occasione della formazione degli apprendisti Ciceroni coinvolti nella "Giornata FAI di Primavera 2014

INTRODUZIONE

Santuario La devozione mariana, molto viva in Italia, portò all'edificazione di numerosi santuari.
L'adorazione rivolta a Maria è testimoniata anche dalla netta superiorità numerica dei luoghi di culto a lei dedicati: degli oltre 1700 santuari italiani, censiti nell'Annuario cattolico d'Italia 1984-85, ben l'86% sono mariani, prevalenza ancora più netta in Lombardia, dove i santuari mariani raggiungono il 96% del totale.
Da questa tendenza non si discostano la Diocesi di Brescia e anche la Valle Trompia: in questa zona infatti, in quasi tutte le parrocchie, si trova almeno un edificio di culto (chiesa, ex convento, eremo, cappella o santuario) dedicato alla Vergine.

La diffusione del culto mariano a Brescia e in Valle Trompia accrebbe in seguito al diffondersi delle idee ereticali all'inizio del '500: non bisogna dimenticare infatti come Maria sia da sempre stata baluardo della Chiesa Cristiana contro le eresie.
Inoltre, nel 1572 si colloca l'episodio più clamoroso dell'epoca per l'intera comunità cristiana, ossia la vittoria di Lepanto conseguita dalla flotta veneziana sui Turchi, che venne considerata da Papa Pio V frutto dell'intercessione della Madonna, nuovo incentivo alla devozione mariana.

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Indicativamente in Valle Trompia possono essere individuati 3 periodi di fondazione per i santuari mariani:
I – dal XII sec. al 1550, cioè fino alle prime sessioni del Concilio di Trento, in cui carestie ed epidemie, le difficoltà quotidiane, affiancate alla degenerazione del clero, fecero da stimolo alla pietà popolare che si espresse anche nella costruzione di santuari dedicati alla Vergine
II – 1550-1680 (in cui si inserisce anche la costruzione del santuario di Marcheno): in questo periodo l'applicazione dei principi dettati dalla Controriforma e la grave peste del 1630 connotarono gli edifici sacri oltre che della dimensione devozionale e votiva anche monumentale, che si espresse attraverso la costruzione di cupole che elevavano simbolicamente lo spazio terreno verso il cielo (il santuario è articolato intorno a due cupole)
III – 1680-metà del XIX sec. è stato un periodo caratterizzato da un costante allontanamento dell'uomo da Dio e anche l'edificio di culto ha perso i suoi caratteri peculiari.

PERCHÉ L'EDIFICIO È CLASSIFICATO COME SANTUARIO?

Solitamente si intende per "santuario" un luogo considerato sacro per la presenza di sepolture di personaggi importanti o di reliquie o perché connessi a eventi considerati soprannaturali: nel caso del santuario della Madonnina le motivazioni che spinsero la popolazione alla sua costruzione non sono legate ad alcun fatto straordinario ma al senso di pietà popolare.

Nell'ambito della parrocchia di Marcheno, oltre all'antica cappella con l'immagine miracolosa della Madonna con il Bambino e due angeli musicanti, davanti al santuario, sono presenti altre 4 immagini mariane:

  1. Pietà, affresco del XVII sec. inserito nella cappella denominata Madonna della Froscanegra
  2. Madonna con il Bambino in trono con i ss. Rocco e Sebastiano, affresco, XV sec. sulla facciata di un fienile in loc. Parte
  3. Madonna con il Bambino in trono, s. Lucia e s. Giobbe, affresco, XV sec. in loc. Marcheno Sopra
  4. Annunciazione ispirata al Beato Angelico, affresco, 1939