Andarono senza indugioLa magia della Betlemme di Marcheno, cresciuta in 29 anni di lavoro sul fiume Mella e che nella notte offre un incredibile spettacolo di luci che danzano sull’acqua in movimento, quest’anno ha rischiato di restare spenta.

Quando a fine settembre sono iniziati i lavori per il nuovo ponte che affianca quello attuale del 1851, gli Amici del Presepio hanno avuto un momento di esitazione. Il progetto comportava l’abbattimento della scalinata di accesso dal sagrato, realizzata negli anni passati con a fianco scene bibliche come l’Annunciazione, prologo alla visita del villaggio. Percorrendola i visitatori scendevano in piena sicurezza al fiume e al portale ad arco dell’ingresso, per risalire, dopo aver ammirato scenografie ogni anno rinnovate e l’omaggio al bambin Gesù nella sua capanna, sovrastata dalla grande cometa, al castello di Re Erode e ritornare al sagrato passando sul fianco della canonica.

Rinfrancati anche dal parroco don Maurizio Rinaldi, si sono messi al lavoro (sanno fare i muratori, i carpentieri, i falegnami) per tagliare arbusti, ripulire vialetti, sistemare i tetti delle casette e gli interni con i suggestivi arredamenti del villaggio ormai stabile, tutto in muratura ricostruito in perfette proporzioni sul crinale del pendio che degrada, su un fronte di circa 120 metri e un’area di oltre 2000 metri quadrati, ricavata con pazienti e continui adattamenti. Tutto era pronto con le sue sorprese per la notte di Natale, quando la capanna ha accolto il piccolo Gesù portato in processione fino alla mangiatoia dalla vicina parrocchiale. Centinaia come sempre i visitatori. Il grande presepe lungo il Mella sarà visitabile ogni giorno dalle 10 alle 22, con ingresso e ritorno dal cancello che sta a fianco della canonica fino all’8 di gennaio.

 

Edmondo Bertussi

 

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