Bollettino

Il bollettino "Comunità Marchenese", ha una periodicità mensile e viene distribuito a tutte le famiglie. Esso ha il compito di informare la comunità sia sugli aspetti religiosi del mondo contemporaneo, sia degli aspetti più propriamente legati alle attività della parrocchia, tra cui anche eventuali avvisi e ringraziamenti. Il bollettino è diventato ormai parte integrante della vita della comunità, ed ora cerca di proseguire questo servizio sfruttando i nuovi mezzi di comunicazione messi a disposizione dalla tecnologia informatica.


Il Bollettino della nostra parrocchia è nato ancora ai tempi di don Costanzo Daccaminata (prima della seconda guerra mondiale) come supplemento al periodico diocesano “Il Bollettino della mia Parrocchia”. Allora lo spazio per le notizie locali era limitato ad una pagina al massimo, mentre il resto era occupato da notizie dalla diocesi, da piccoli fatterelli di cronaca, da novelle, storie, perfino qualche barzelletta (chi si ricorda le famose firme di Pierfrancesco di Grà dé Pér e di altri?) Questa impostazione non cambiò con don Severino Cardoni in qualità di parroco e neppure nei primi anni del parrocchiato di don Ernesto Moscardi. In questo periodo tuttavia si cominciò a dare maggiore spazio alla cronaca locale fino a giungere negli anni Sessanta all’elaborazione di un Bollettino “Comunità Marchenese”, frutto del lavoro di chi operava in parrocchia. E’ di questo periodo la collaborazione del compianto maestro Armando Ricci (notizia poco nota ai più), che collaborò a Comunità Marchenese fino al 1973-1974 circa, promuovendo lo speciale dedicato al primo decennio di parrocchiato di don Ernesto nel 1963 (e al 350° anniversario della costruzione del santuario della Beata Vergine Annunziata) e lo speciale del ventennio (1973), quest’ultimo con la stretta collaborazione di Aurelio Valentini. Negli anni Sessanta l’editore era la “Buona Stampa Tipografica” di don Faustini con successivo subentro da parte di Mario Squassina (fine anni Sessanta e primi anni Settanta, con gli inserti pubblicitari di un’impresa edile, che alcuni ricorderanno certamente).

Negli anni 1975-1977 la società editrice fu la stessa della “Voce del Popolo” e la testata venne chiamata “La Voce di Marcheno”; la ristrutturazione fu necessaria per l’aumento dei costi di stampa e don Giorgio Peroni, curato di Marcheno e ora missionario diocesano in Ecuador se ne fece promotore. Dal 1978 fino al 1983 ritornò la vecchia testata “Comunità Marchenese”, col Bollettino di nuovo stampato dalla Buona Stampa Tipografica di Vicolo S. Clemente a Brescia. Nel 1978 uscì un importante speciale sui 25 di parrocchiato di don Ernesto, coordinato dal prof. Vincenzo Rizzinelli, che collaborava al Bollettino come articolista già dalla fine degli anni Sessanta e poi come capo redattore dal 1975 circa, affiancato soprattutto da Bruno Baresi.

Dal 1984 al 1997 l’editore fu Mario Squassina con quattro o otto pagine in carta patinata lucida e la testata rinnovata nella grafica, ma sempre con il nome “Comunità Marchenese”; in questi anni continuò la sua opera di redattore - coordinatore il prof. Rizzinelli, che si raccordava principalmente con il parroco del tempo don Luigi Bellini e poi con gli articolisti pescati nella realtà dell’associazionismo parrocchiale. Nel 1989 uscì un libretto speciale in onore del 25° di parrocchiato proprio di don Luigi, sempre curato da M. Squassina.

La svolta si verificò con l’arrivo di don Roberto Zanini: dal 1° gennaio 1998 ebbero inizio le pubblicazioni della rivista di 20 pagine “Comunità Marchenese”, che presentava tante foto in bianco e nero ed alcuni numeri a colori, giunta al IX anno di pubblicazione. L’attuale Bollettino è stato edito dapprima dalla Tipolitografia Timpini (sino al 31 dicembre 2002) e poi (dal febbraio 2003) dalla ELC di Lancini Emilio (che prosegue tuttora nella sua opera, dopo l’ultimo appalto fatto), con ampio rinnovamento della grafica della testata e con due colori all’interno; il coordinamento è stato portato avanti da un comitato di redazione guidato dapprima da Vincenzo Rizzinelli (sino al 2004) e da due anni circa dalla prof. Angela Fadani. Nel giugno 2003 è stato pubblicato un numero speciale di ben 32 pagine per il 25° di parrocchiato del nostro arciprete don Roberto, mentre con il numero di ottobre 2003, edito per la visita pastorale, la testata ha compreso la parrocchia di Cesovo accanto a quella di Marcheno. E la storia continua… con i tradizionali 10 appuntamenti annui.

sacrogra
Sacro GRA. Distruggendo ogni convenzione sul documentario, Rosi guarda e fa guardare la realtà come fosse cinema.

Intorno al Grande raccordo anulare di Roma (GRA) si svolgono diverse esistenze. Un nobile piemontese decaduto che vive con la figlia in un appartamento in periferia (accanto ad un DJ indiano), un pescatore d'anguille, un esperto botanico che combatte per la sopravvivenza delle palme, un paramedico con una madre affetta da demenza senile, delle prostitute transessuali, un nobile che vive in un castello affittato come set per fotoromanzi, alcuni fedeli che osservano un'eclissi al Divino Amore attribuendola alla Madonna e delle ragazze immagine di un bar.

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lagrandebellezza La grande Bellezza è prima di tutto una tentazione, la tentazione di qualcosa di sublime sempre in agguato: qualcosa da amare e di cui diffidare perché è un godimento troppo grande, pletorico, truce, grottesco, brutale, eccetera.
Il film di Sorrentino è tutto un percorrere quadri di insieme, con le consuete intuizioni visive brillanti (veramente ispirate a Fellini) ed una costante tensione contemporaneamente romantica e barocca a riflettere su se stessi, sul senso dell’esporre la bellezza di queste riprese che, perciò, si alternano ad un corpo grottesco, una specie di immagine oscena che emerge dal profondo, e a cui Sorrentino è profondamente legato.

La tentazione di volersi abbandonare alla grande bellezza, la paura che questa cosa sia solo vanità e che il tutto non abbia senso, ma sia solo un godimento morboso che ci tormenta riemergendo dalla bellezza custodita dal nostro passato, che dargli voce sia solo pretenzioso o ancor peggio una ridicola illusione di innocenza, è l’eterno capriccio comune ad artisti come Jep Gambardella, Federico Fellini e Paolo Sorrentino.

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Leggi tutto: Solo Attimi... di stellare immensità

Beatificazione di Don Luca Passi, Torneo delle Frazioni, Adunata Sezionale degli Alpini, 400° Anniversario del Santuario della Madonnina (parte prima), Feste Patronali di Marcheno e Cesovo...Eventi straordinari! Non sono mancate e non mancheranno le occasioni di essere in festa...E siamo grati per tutto questo, davvero tanto; la comunità parrocchiale e la comunità civile hanno vissuto e vivranno certamente in futuro momenti celebrativi significativi ed importanti ma, se permettete, insisto sulla necessità di 'Ripartire dal “caso serio” dell’Eucaristia domenicale'.

 

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Rileggevo recentemente un articolo datato, ma non meno attuale nel suo contenuto e cito la parte conclusiva:

Leggi tutto: Di festa...in festa Ripartire dal “caso serio” dell’Eucaristia domenicale

“Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù”

Quattro secoli di fede e di storia

 

Maria e Elisabetta bis L'anima mia magnifica il Signore

e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,

perché ha guardato l'umiltà della sua serva.

D'ora in poi tutte le generazioni

mi chiameranno beata.

Grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente

e santo è il suo nome:

di generazione in generazione la sua misericordia

si stende su quelli che lo temono.

Ha spiegato la potenza del suo braccio,

ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;

ha rovesciato i potenti dai troni,

ha innalzato gli umili;

ha ricolmato di beni gli affamati,

ha rimandato i ricchi a mani vuote.

Ha soccorso Israele, suo servo,

ricordandosi della sua misericordia,

come aveva promesso ai nostri padri,

ad Abramo e alla sua discendenza, per sempre.

 

S. Ambrogio, il grande Dottore della Chiesa, nel suo commento al testo del Magnificat dice:

“Sia in ciascuno l'anima di Maria a magnificare il Signore, sia in ciascuno lo spirito di Maria a esultare in Dio; se secondo la carne, una sola è la madre di Cristo, secondo la fede tutte le anime generano Cristo; ognuna infatti accoglie in sé il Verbo di Dio...L'anima di Maria magnifica il Signore e il suo spirito esulta in Dio, perché, consacrata con l'anima e con lo spirito al Padre e al Figlio, essa adora con devoto affetto un solo Dio, dal quale tutto proviene, e un solo signore, in

virtù del quale esistono tutte le cose “ (Esp. Vg. Luca XI).

Non trovo parole più adatte per augurare a tutti di trascorrere le prossime giornate di eventi e di celebrazioni in onore del 400° anniversario di consacrazione del Santuario della Madonnina nel migliore dei modi, con i sentimenti più elevati, ispirati dall'Alto:

“Sia in ciascuno l'anima di Maria a magnificare il Signore, sia in ciascuno lo spirito di Maria a esultare in Dio”. 

Sarà comunque una festa, ma lo sarà certamente per chi soprattutto sentirà dentro di sé l'esultanza in Dio.

 

Magnificat, dunque! Scrive Bonhoeffer: “Questo cantico di Maria è... il più appassionato, il più impetuoso, si potrebbe quasi dire il più rivoluzionario cantico...Non è la Maria dolce, tenera, sognante...ma una Maria appassionata, piena di trasporto, fiera, entusiasta...

Sono gli accenti che contraddistinguono le profetesse dell'Antico Testamento- Debora, Giuditta, Miriam- a rivivere qui sulle labbra di Maria. Maria, colei che è afferrata dallo Spirito; Maria che obbediente e umile lascia che in lei si compia ciò che lo Spirito le ordina; Maria che fa spazio allo Spirito là dove egli vuole,

ecco che, ricolma di questo Spirito, parla della venuta di Dio nel mondo, dell'Avvento di Gesù Cristo. Meglio di chiunque altro essa sa cosa significa attendere Cristo. Lo attende diversamente da  qualunque altro essere umano, lo attende come madre. Egli le è più prossimo che a chiunque altro, ed essa sa del mistero della sua venuta, sa dello Spirito che qui è all'opera, sa del Dio onnipotente che compie il suo miracolo. Sperimenta di persona, nel proprio corpo, che è per vie prodigiose che Dio viene all'uomo, che egli non agisce secondo le opinioni e le vedute umane, che non segue le vie che gli uomini gli vogliono prescrivere, ma che la sua via resta, al di là di ogni comprensione, al di là di ogni prova, libera e sovrana...Dio confonde la ragione dei sapienti e provoca la nostra natura e

la nostra religiosità... Solo gli umili gli prestano fede e si rallegrano che Dio sia tanto libero e tanto sovrano da fare miracoli là dove l'uomo dispera.”

Esprimo riconoscenza ai membri della Commissione Santuario del Consiglio Pastorale Parrocchiale che ha dato e darà il proprio contributo per la realizzazione della prima e della seconda tappa dei festeggiamenti del Santuario. Il programma degli eventi e delle celebrazioni è diversificato nelle proposte; ognuno troverà spazio e circostanze per celebrare la sua festa. A tutti un buon lavoro per una buona riuscita delle iniziative; un benvenuto a coloro che per cantare, recitare o celebrare verranno da fuori; un particolare pensiero di attesa e benvenuto al Vescovo di Brescia Mons. Luciano Monari, che presiederà la celebrazione serale dell'11 giugno.     

Vorrà essere per tutti una festa della fede nella festa dei fiori; una festa della storia nella festa della tradizione; non potrà non essere una festa dello spirito nella festa della musica che canta la Parola e la preghiera, che ripete: magnificat!    

 

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