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In questa sezione vengono raccolti gli editoriali e gli articoli più importanti a partire dal 2010

laurabrasileOrmai è trascorso il primo mese dal mio arrivo ad Uniao da Vitoria, una piccola e sperduta cittadina nell'interno del sud del Brasile; un insieme di motivazioni e circostanze mi hanno condotta fino a qui: è sempre stato un mio sogno quello di poter vivere un'esperienza differente, in una realtà complessa e problematica, e poiché lo Stato Italiano, tramite il Servizio Civile, offre tale possibilità ne ho approfittato, e dopo colloquio e selezione avuti con l'ONG di Scaip (organizzazione non governativa con sede a Brescia e operante in vari Paesi che presentano situazioni complesse) sono riuscita a partire.

Ho cercato di non farmi grandi aspettative per poter vivere al meglio e con serenità i 10 mesi di permanenza all'interno dell'istituto religioso piamartino di cui sono ospite e collaboratrice, che è stato fondato sull'idea di aiuto ai giovani in difficoltà tipica del Santo G.B. Piamarta di Brescia.

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Cronaca di una giornata indimenticabile di due marchenesi

 Roma, 16 Gennaio, ore 7. Davanti al colonnato di Piazza San Pietro c’erano tre cose: il freddo, il vento e una folla di pellegrini in coda ai metal detector. Tra queste persone c’eravamo anche noi, in attesa di accedere all’Aula Paolo VI per l’udienza straordinaria riservata al Movimento Cristiano Lavoratori.

Dopo un’ora e mezza di attesa, passati i controlli di sicurezza, siamo finalmente entrati in una Sala Nervi già gremita di gente: più della metà dei 12000 posti dell’aula era già occupata. Due ore più tardi la sala era talmente piena che gli organizzatori sono stati costretti a chiudere gli accessi, lasciando alcune migliaia di persone all’esterno davanti ai maxi schermi.

L’arrivo del papa è stato accolto con grande entusiasmo. Il Santo Padre ha risposto all’accoglienza dei fedeli fermandosi più volte a stringere loro le mani con un sorriso prima di salire sul palco.

Leggi tutto: Da Papa Francesco con il MCL

Bambino mangia cioccolatoHo recentemente letto il decalogo di Frate Pietro per la Quaresima, dalla sua comunità in Marocco; ho apprezzato lo stile semplice, diretto e pratico delle indicazioni; sono 10 consigli di spiritualità nella vita reale. A chi forse è impacciato nella organizzazione della propria quaresima, non dimenticando il digiuno e l'astinenza della tradizione cristiana, fa bene confrontarsi con una “ricetta” per un percorso quaresimale “fresco”, “fatto in casa”, “nostrano”, ma denso di sapore.
Ci piace il binomio “Realtà e Spirito”; siamo riconoscenti alla Chiesa nella quale siamo nati, cresciuti; abbiamo apprezzato il suo zelo. Talvolta abbiamo avuto l'impressione di una pastorale articolata che noi stessi abbiamo promosso ed incentivato, fatta di programmi e progetti; servono, ma solo se vissuti nello Spirito e nella Realtà. Alcune volte ci siamo occupati dei programmi e abbiamo dimenticati degli uomini e di Dio! Preghiamo per la Chiesa, per il nostro essere e fare Chiesa; una quaresima di semplicità, di Spirito e di Realtà potrà restituirci un Vangelo di novità. Buona quaresima a tutti.
don Maurizio.

Leggi tutto: Il cioccolato in quaresima?

vignetta“Non farmi domande troppo difficili. Viviamo in tempi in cui scarseggiano le risposte”. Un Bambino e un adulto, con tante domande e nessuna risposta, come noi. Vero! La vignetta ci riporta al “clima” di questi nostri tempi. Perché? Come? Cosa? L'imbarazzo di una risposta impossibile ci potrebbe scoraggiare e il dubbio intristire. Siamo in tempi difficili e drammatici, per la nostra comunità parrocchiale e civile, per tutto il mondo. Gli eventi li conosciamo e ognuno conosce in forma privata i propri drammi personali o famigliari.

Dice Randy Pausch: “Non possiamo cambiare le carte che ci vengono servite, solo il modo in cui giochiamo la mano”. Avvento e Natale sono il modo in cui ci giochiamo la mano di questa partita.

Scrive W Mitchell : “Prima del mio incidente, c’erano 10.000 cose che potevo fare. Ora posso passare il resto della mia vita a rimuginare sulle 1.000 cose che non posso più fare oppure posso scegliere di focalizzarmi sulle 9.000 che ancora posso fare.”

Le vicende marchenesi sono state e continuano ad essere gravi: le cause e le conseguenze di tutto questo non le conosciamo! La solidarietà alle persone e alle famiglie coinvolte sono tra le 9000 cose che ancora possiamo esprimere; attendere oranti è essenziale alla verità e all'amore.

Scrive ancora Randy Pausch: “Ogni ostacolo, ogni muro di mattoni, è lì per un motivo preciso. Non è lì per escluderci da qualcosa, ma per offrirci la possibilità di dimostrare in che misura ci teniamo. I muri di mattoni sono lì per fermare le persone che non hanno abbastanza voglia di superarlo. Sono lì per fermare gli altri”.

Dunque, avanti! Non nonostante tutto, ma a partire da ciò che siamo e che viviamo. Il meglio di noi stessi e della nostra comunità è ancora un percorso da compiere.

Leggi tutto: "Tempi difficili" e "Tempi di grazia"

Parrocchia Ss. Pietro e Paolo
Festività Patronali
28 giugno 2015

Scambio dei doni con l'Amministrazione Comunale.

Scambio doniLa Parrocchia Ss. Pietro e Paolo in Marcheno offre all'Amministrazione Comunale l'opera fotografica tratta dalla serie in esposizione presso l'oratorio dal titolo “Camminando insieme a me” Riflessioni a cuor sereno, di PAOLO RIZZINI.
Il dono esprime il suo significato in relazione alla recente pubblicazione della Enciclica di Papa Francesco LAUDATO SI’, SULLA CURA DELLA CASA COMUNE.
Lo scatto fissa la suggestiva immagine un gruppo di alberi, alti, radicati a terra e protesi verso il l'alto. Si tratta di un'opera che nasce della sensibilità e della riflessione, dal gusto e dalla meditazione, dallo sguardo sul bello in quanto buono, della percezione del valore del presente orientato opportunamente al futuro, dalla considerazione di ciò che è contingente, terreno, naturale e umano al valore di ciò che lo perfeziona e lo trascende, dalla passione e della fede.
Desiderando fare cosa gradita all'Amministrazione Comunale, offrendo nel segno di questa opera il nostro contributo al bene di questo territorio, continuiamo come comunità l'impegno a mantenerci saldamente radicati a terra, nella considerazione di un presente problematico e ricco di sfide, ma con molte opportunità, senza dimenticare di alzare lo sguardo, cercando e ricevendo dal cielo, da Gesù, ciò che manca alla terra, a noi, per portare a compimento nel nostro servizio il bene possibile per tutti.
Per la comunità parrocchiale di Marcheno
il parroco
don Maurizio Rinaldi
Marcheno, 28 giugno 2015

gattoniIl 2015 sarà ricordato per la caldissima estate o come l’anno con il maggior numero di immigrati giunti in Europa? Verrà ricordato come l’anno della (forse) ripresa economica o come l’anno dell’escalation di violenza dello Stato Islamico?

 

Comunque andrà a finire il 2015 sarà ricordato e questo è un bene; già perché (far finta di) non vedere ciò che sta accadendo è una grave colpa e fino a pochi giorni fa l’Europa era colpevole di non voler vedere e quindi affrontare il problema dei migranti. Ci sono voluti migliaia di morti e immagini drammatiche e strazianti di cadaveri sulle spiagge per pensare ad “una strategia” per affrontare quest’esodo di persone che fuggono per sopravvivere.

Ma basta parlarne, abbiamo infatti riempito giornali, telegiornali e trasmissioni di parole, parole, parole, tante parole. Abbiamo preso posizioni, dato soluzioni, abbiamo alzato muri (e non solo di mattoni), abbiamo parlato di “sostenibilità economica” per gli interventi di impatto sociale che avrebbe avuto l’inserimento di migranti nelle nostre comunità e abbiamo dimenticato (non tutti per fortuna) che parlavamo di persone, di esseri umani proprio come noi.

 

Abbiamo anche criticato alcune scelte delle prefetture che hanno tentato, e continuano a tentare, di “piazzare” gruppi di migranti in piccole comunità (non era forse più dignitoso sia per i cittadini di quelle comunità, sia per i migranti stessi, un inserimento più graduale, una forma di microaccoglienza magari con tre, cinque persone per volta e senza tutta quella pubblicità che abbiamo visto?)

 

Parole inutili e domande senza risposte, ma ci siamo fatti, almeno come cristiani, LA domanda e cioè: “Gesù cosa avrebbe fatto?”

Un caro amico tempo fa per una situazione che sembrava di impossibile soluzione umana proprio come la nostra questione migranti, mi disse: “E’ ora di pregare”.
Rinnovo a noi tutti lo stesso invito:” Coraggio, è ora di pregare”.