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In questa sezione vengono raccolti gli editoriali e gli articoli più importanti a partire dal 2010

sacrogra
Sacro GRA. Distruggendo ogni convenzione sul documentario, Rosi guarda e fa guardare la realtà come fosse cinema.

Intorno al Grande raccordo anulare di Roma (GRA) si svolgono diverse esistenze. Un nobile piemontese decaduto che vive con la figlia in un appartamento in periferia (accanto ad un DJ indiano), un pescatore d'anguille, un esperto botanico che combatte per la sopravvivenza delle palme, un paramedico con una madre affetta da demenza senile, delle prostitute transessuali, un nobile che vive in un castello affittato come set per fotoromanzi, alcuni fedeli che osservano un'eclissi al Divino Amore attribuendola alla Madonna e delle ragazze immagine di un bar.

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lagrandebellezza La grande Bellezza è prima di tutto una tentazione, la tentazione di qualcosa di sublime sempre in agguato: qualcosa da amare e di cui diffidare perché è un godimento troppo grande, pletorico, truce, grottesco, brutale, eccetera.
Il film di Sorrentino è tutto un percorrere quadri di insieme, con le consuete intuizioni visive brillanti (veramente ispirate a Fellini) ed una costante tensione contemporaneamente romantica e barocca a riflettere su se stessi, sul senso dell’esporre la bellezza di queste riprese che, perciò, si alternano ad un corpo grottesco, una specie di immagine oscena che emerge dal profondo, e a cui Sorrentino è profondamente legato.

La tentazione di volersi abbandonare alla grande bellezza, la paura che questa cosa sia solo vanità e che il tutto non abbia senso, ma sia solo un godimento morboso che ci tormenta riemergendo dalla bellezza custodita dal nostro passato, che dargli voce sia solo pretenzioso o ancor peggio una ridicola illusione di innocenza, è l’eterno capriccio comune ad artisti come Jep Gambardella, Federico Fellini e Paolo Sorrentino.

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Beatificazione di Don Luca Passi, Torneo delle Frazioni, Adunata Sezionale degli Alpini, 400° Anniversario del Santuario della Madonnina (parte prima), Feste Patronali di Marcheno e Cesovo...Eventi straordinari! Non sono mancate e non mancheranno le occasioni di essere in festa...E siamo grati per tutto questo, davvero tanto; la comunità parrocchiale e la comunità civile hanno vissuto e vivranno certamente in futuro momenti celebrativi significativi ed importanti ma, se permettete, insisto sulla necessità di 'Ripartire dal “caso serio” dell’Eucaristia domenicale'.

 

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Rileggevo recentemente un articolo datato, ma non meno attuale nel suo contenuto e cito la parte conclusiva:

Leggi tutto: Di festa...in festa Ripartire dal “caso serio” dell’Eucaristia domenicale

“Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù”

Quattro secoli di fede e di storia

 

Maria e Elisabetta bis L'anima mia magnifica il Signore

e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,

perché ha guardato l'umiltà della sua serva.

D'ora in poi tutte le generazioni

mi chiameranno beata.

Grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente

e santo è il suo nome:

di generazione in generazione la sua misericordia

si stende su quelli che lo temono.

Ha spiegato la potenza del suo braccio,

ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;

ha rovesciato i potenti dai troni,

ha innalzato gli umili;

ha ricolmato di beni gli affamati,

ha rimandato i ricchi a mani vuote.

Ha soccorso Israele, suo servo,

ricordandosi della sua misericordia,

come aveva promesso ai nostri padri,

ad Abramo e alla sua discendenza, per sempre.

 

S. Ambrogio, il grande Dottore della Chiesa, nel suo commento al testo del Magnificat dice:

“Sia in ciascuno l'anima di Maria a magnificare il Signore, sia in ciascuno lo spirito di Maria a esultare in Dio; se secondo la carne, una sola è la madre di Cristo, secondo la fede tutte le anime generano Cristo; ognuna infatti accoglie in sé il Verbo di Dio...L'anima di Maria magnifica il Signore e il suo spirito esulta in Dio, perché, consacrata con l'anima e con lo spirito al Padre e al Figlio, essa adora con devoto affetto un solo Dio, dal quale tutto proviene, e un solo signore, in

virtù del quale esistono tutte le cose “ (Esp. Vg. Luca XI).

Non trovo parole più adatte per augurare a tutti di trascorrere le prossime giornate di eventi e di celebrazioni in onore del 400° anniversario di consacrazione del Santuario della Madonnina nel migliore dei modi, con i sentimenti più elevati, ispirati dall'Alto:

“Sia in ciascuno l'anima di Maria a magnificare il Signore, sia in ciascuno lo spirito di Maria a esultare in Dio”. 

Sarà comunque una festa, ma lo sarà certamente per chi soprattutto sentirà dentro di sé l'esultanza in Dio.

 

Magnificat, dunque! Scrive Bonhoeffer: “Questo cantico di Maria è... il più appassionato, il più impetuoso, si potrebbe quasi dire il più rivoluzionario cantico...Non è la Maria dolce, tenera, sognante...ma una Maria appassionata, piena di trasporto, fiera, entusiasta...

Sono gli accenti che contraddistinguono le profetesse dell'Antico Testamento- Debora, Giuditta, Miriam- a rivivere qui sulle labbra di Maria. Maria, colei che è afferrata dallo Spirito; Maria che obbediente e umile lascia che in lei si compia ciò che lo Spirito le ordina; Maria che fa spazio allo Spirito là dove egli vuole,

ecco che, ricolma di questo Spirito, parla della venuta di Dio nel mondo, dell'Avvento di Gesù Cristo. Meglio di chiunque altro essa sa cosa significa attendere Cristo. Lo attende diversamente da  qualunque altro essere umano, lo attende come madre. Egli le è più prossimo che a chiunque altro, ed essa sa del mistero della sua venuta, sa dello Spirito che qui è all'opera, sa del Dio onnipotente che compie il suo miracolo. Sperimenta di persona, nel proprio corpo, che è per vie prodigiose che Dio viene all'uomo, che egli non agisce secondo le opinioni e le vedute umane, che non segue le vie che gli uomini gli vogliono prescrivere, ma che la sua via resta, al di là di ogni comprensione, al di là di ogni prova, libera e sovrana...Dio confonde la ragione dei sapienti e provoca la nostra natura e

la nostra religiosità... Solo gli umili gli prestano fede e si rallegrano che Dio sia tanto libero e tanto sovrano da fare miracoli là dove l'uomo dispera.”

Esprimo riconoscenza ai membri della Commissione Santuario del Consiglio Pastorale Parrocchiale che ha dato e darà il proprio contributo per la realizzazione della prima e della seconda tappa dei festeggiamenti del Santuario. Il programma degli eventi e delle celebrazioni è diversificato nelle proposte; ognuno troverà spazio e circostanze per celebrare la sua festa. A tutti un buon lavoro per una buona riuscita delle iniziative; un benvenuto a coloro che per cantare, recitare o celebrare verranno da fuori; un particolare pensiero di attesa e benvenuto al Vescovo di Brescia Mons. Luciano Monari, che presiederà la celebrazione serale dell'11 giugno.     

Vorrà essere per tutti una festa della fede nella festa dei fiori; una festa della storia nella festa della tradizione; non potrà non essere una festa dello spirito nella festa della musica che canta la Parola e la preghiera, che ripete: magnificat!    

 

cellulare Una croce etiope, un giardino zen, un ficus benjamina, un tappeto arabo, monache buddiste dipinte su tela, una scultura stilizzata di una famiglia, la riproduzione di una contadina africana curva sul raccolto, una icona dell'amicizia "Il Cristo e l'abate Mena", alcuni volti peruviani di Bergomi, un breviario in latino del 1700 di provenienza londinese, una lampada di desing contemporaneo, qualche libro, una rosa di Gerico, due cuscini finemente ricamati da mani contemplative e valtrumpine, un vaso in alabastro delle Valle dei Re, alcuni acquarelli dipinti da un sacerdote siciliano in esilio, la riproduzione della creazione dell'uomo della Cappella Sistina nel particolare del contatto tra il dito di Dio e quello di Adamo, il calco del volto bianco di una Madonna che segue con lo sguardo il visitatore nei suoi movimenti, due poltrone.

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Dipendenza dal peccato: come liberarsi?

TESTO DI RIFERIMENTO
Dalla lettera agli Ebrei (Eb 12,4-7.11-15)

Il Signore corregge colui che egli ama.
Fratelli, non avete ancora resistito fino al sangue nella lotta contro il peccato e avete già dimenticato l'esortazione a voi rivolta come a figli:
«Figlio mio, non disprezzare la correzione del Signore
e non ti perdere d'animo quando sei ripreso da lui;
perché il Signore corregge colui che egli ama
e percuote chiunque riconosce come figlio».
È per la vostra correzione che voi soffrite! Dio vi tratta come figli; e qual è il figlio che non viene corretto dal padre? Certo, sul momento, ogni correzione non sembra causa di gioia, ma di tristezza; dopo, però, arreca un frutto di pace e di giustizia a quelli che per suo mezzo sono stati addestrati.
Perciò, rinfrancate le mani inerti e le ginocchia fiacche e camminate diritti con i vostri piedi, perché il piede che zoppica non abbia a storpiarsi, ma piuttosto a guarire.
Cercate la pace con tutti e la santificazione, senza la quale nessuno vedrà mai il Signore; vigilate perché nessuno si privi della grazia di Dio. Non spunti né cresca in mezzo a voi alcuna radice velenosa, che provochi danni e molti ne siano contagiati.

Secondo voi quanti tipi di dipendenza esistono?

Leggi tutto: Sulla soglia della quaresima