Ecco come un attempato, ex alunno della 93enne maestra Giulia Uberti, esprime il proprio dolore davanti allo scempio del maestoso abete che brucia, vittima di dissennati piromani.

E tu fanciullo, come reagiresti davanti a una simile scena?

L'antico abete

Ho udito il tuo urlo di dolore, stanotte,
mentre un fuoco bieco ti divorava
in un tornado di fiamme,
vecchio abete, antico come il tempo.

Eri già vetusto quando io ero piccino,
ai tuoi piedi mi regalavi file di funghi,
che carpivo con il mio genitore,
per poter mangiare con la polenta,
che non fosse condita soltanto di nulla.

Hai visto e subito tutte le bizzarrie del tempo:
gelo, siccità, fulmini e grandine.

Ti sei caricato sulle spalle gravi fardelli di neve,
ma l'hai sempre scampata.

Quante mandrie hanno avuto il tuo riparo
nelle grandinate estive.

Ora, per colpa sconsiderata, in un attimo
la tua esistenza è terminata
mischiato ad altri esemplari del "Dos dèle mède".

Un brivido mi ha percorso la schiena stanotte,
quando con altri tentai di salvarti e, forse, una lacrima
m'ha inumidito gli occhi.

Tutto nero intorno, come un inferno dantesco.

Il fuoco t'ha tolto la vita in un attimo.

E ora anche tu, con gli altri, già scheletriti,
sei lì a chiederti: perchè l'hai fatto piromane?

Bruno Doloni 24.1.2016