Un CD regalato da un amico passa dal sedile al cassetto del cruscotto della macchina. Di tanto in tanto lo avvio e lo ascolto, infinite volte, mentre guido. In questi giorni giubilari e quaresimali sento l'eco di una canzone che suona “grave”: “Vieni”... “E anche se hai violato cento volte una promessa vieni...Vieni, vieni”.

Rileggo per intero il testo e sento “Pasquali Misericordie”.


Vieni
Vieni chiunque tu sia vieni
Vieni chiunque tu sia vieni
Sei un miscredente un idolatra un pagano vieni
Sei un miscredente un idolatra un pagano vieni
La nostra casa non è un luogo di disperazione
E anche se hai violato cento volte una promessa vieni
Vieni, vieni
Vieni, vieni
Sei un miscredente un idolatra un pagano vieni
Sei un miscredente un idolatra un pagano vieni
La nostra casa non è un luogo di disperazione
E anche se hai violato cento volte una promessa vieni
Vieni, vieni
Vieni


Il testo della canzone è titolato “Vieni”. Si tratta di una rielaborazione di alcuni versi di Jalal-Dim Rumi, mistico persiano, con testo e musica del duo Russo/Sisini e l'arrangiamento di Franco Battiato.

Appartiene all'album “Morirò d'amore” di Giuni Russo, pubblicato il 7 marzo 2003 dall'etichetta discografica Sony Music. L'album verrà pubblicato in occasione della partecipazione di Giuni Russo al Festival di Sanremo con l'omonima “Morirò d'amore”, ottenendo un buon successo di vendite. Il disco è sostanzialmente una riedizione del precedente album live, la cui scaletta viene però ridotta di tre tracce (Adeste fideles, Nomadi e Il re del mondo), mentre vengono aggiunti quattro inediti quali “Amore intenso”, “Moro perché non moro”, “Una rosa è una rosa” e la stessa “Morirò d'amore”, più una nuova registrazione dal vivo de “Il sole di Austerlitz”.

L'artista è Giuni Russo di cui un commento anonimo scrive: «Due spanne sopra tutte le altre cantanti italiane, considerando oltre alla vocalità anche i contenuti (quando c'è Battiato di mezzo, la qualità è assicurata). Ovviamente viene ricordata quasi sempre per la canzone più deficiente (nel senso letterale di "mancante") che ha cantato, ovvero "Un'estate al mare", a dimostrazione del fatto...»

Un altro fans aggiunge: “Se non la più bella voce italiana degli ultimi cinquant'anni, quasi. Registro di petto che spazia da basso ad acuto, poi registro di testa e fischio per arrivare a vette sconcertanti. Interpretazione grave e testi profondi, musiche e arrangiamenti ricercati. Non sempre degnamente apprezzata dall'ottuso sistema musicale per anni e anni, a Sanremo nel 2003 si presenta malata di tumore e con un'esibizione spazza via decine di voci giovincelle e non. La sua morte non fa che rendere i suoi brani ancor più commoventi. Coelum il 21 settembre 2009 nel tardo pomeriggio”.

E' sempre estremamente interessante conoscere le persone nella loro crescita e maturità artistica, nella evoluzione spirituale del loro percorso. Paolo VI, l'8 dicembre 1965, alla conclusione del Concilio Vaticano II, nella lettera agli artisti scriveva: “Ora a voi tutti, artisti che siete innamorati della bellezza e che per essa avete lavorato: poeti e uomini di lettere, pittori, scultori, architetti, musicisti, gente di teatro e cineasti... A voi tutti la Chiesa del Concilio dice con la nostra voce: se voi siete gli amici della vera arte, voi siete nostri amici!

Da lungo tempo la Chiesa ha fatto alleanza con voi. Voi avete edificato e decorato i suoi templi, celebrato i suoi dogmi, arricchito la sua liturgia. L’avete aiutata a tradurre il suo messaggio divino nel linguaggio delle forme e delle figure, a rendere comprensibile il mondo invisibile.

Oggi come ieri la Chiesa ha bisogno di voi e si rivolge a voi. Essa vi dice con la nostra voce: non lasciate che si rompa un’alleanza tanto feconda! Non rifiutate di mettere il vostro talento al servizio della verità divina! Non chiudete il vostro spirito al soffio dello Spirito Santo!

Questo mondo nel quale viviamo ha bisogno di bellezza per non sprofondare nella disperazione. La bellezza, come la verità, è ciò che infonde gioia al cuore degli uomini, è quel frutto prezioso che resiste al logorio del tempo, che unisce le generazioni e le fa comunicare nell’ammirazione. E questo grazie alle vostre mani...Che queste mani siano pure e disinteressate! Ricordatevi che siete i custodi della bellezza nel mondo: questo basti ad affrancarvi dai gusti effimeri e senza veri valori, a liberarvi dalla ricerca di espressioni stravaganti o malsane.

Siate sempre e dovunque degni del vostro ideale, e sarete degni della Chiesa, la quale, con la nostra voce, in questo giorno vi rivolge il suo messaggio d’amicizia, di saluto, di grazie e di benedizione”.

La liturgia, il creato, la vita, le storie delle persone, l'arte...Sono manifestazioni del Mistero di Dio che si svela, che si rende comprensibile oggi in “Pasquali Misericordie” di cui abbiamo profondamente bisogno. Risalgo in macchina ed avviando il motore riavvio il CD. Ascolto:

O vos omnes qui transitis per viam
Attendite et videte
Si est dolor
Sicut dolor meus
Attendite et videte
Si est dolor
Sicut dolor meus
O voi tutti che passate per la via
Considerate e vedete
Se c'è un dolore
Simile al mio dolore
Attendite et videte
Si est dolor
Sicut dolor meus

“O vos omnes” è una rielaborazione di una quartina biblica tratta dalle Lamentazioni di Geremia: la potente voce di Giuni Russo sempre ne esaltava rilevanza e solennità.

Rimango impietrito ed affascinato per la drammatica bellezza. Sarà la bellezza del dolore che ancora dovrò contemplare, “considerare e vedere” per gustare nuove “Pasquali Misericordie”.