Cronaca di una giornata indimenticabile di due marchenesi

 Roma, 16 Gennaio, ore 7. Davanti al colonnato di Piazza San Pietro c’erano tre cose: il freddo, il vento e una folla di pellegrini in coda ai metal detector. Tra queste persone c’eravamo anche noi, in attesa di accedere all’Aula Paolo VI per l’udienza straordinaria riservata al Movimento Cristiano Lavoratori.

Dopo un’ora e mezza di attesa, passati i controlli di sicurezza, siamo finalmente entrati in una Sala Nervi già gremita di gente: più della metà dei 12000 posti dell’aula era già occupata. Due ore più tardi la sala era talmente piena che gli organizzatori sono stati costretti a chiudere gli accessi, lasciando alcune migliaia di persone all’esterno davanti ai maxi schermi.

L’arrivo del papa è stato accolto con grande entusiasmo. Il Santo Padre ha risposto all’accoglienza dei fedeli fermandosi più volte a stringere loro le mani con un sorriso prima di salire sul palco.

Che cosa ha detto Papa Francesco nell'udienza con il Movimento cristiano lavoratori?

Nel suo discorso Papa Francesco non ha risparmiato critiche contro "lo sfruttamento dei lavoratori", "il lavoro che non è al servizio della dignità della persona" e "che rende schiavi". Ed è tornato a rivolgere un appello contro la disoccupazione, soprattutto quella giovanile.

Ecco alcuni dei passaggi salienti del suo discorso, suddiviso da tre parole fondamentali che ha ricordato: educazione, condivisione, testimonianza.

"Il lavoro è una vocazione, perché nasce da una chiamata che Dio rivolse fin dal principio all'uomo, perché coltivasse e custodisse la casa comune. Così, nonostante il male che ha corrotto il mondo e anche l'attività umana, nel lavoro libero, creativo, partecipativo e solidale l'essere umano esprime e accresce la dignità della propria vita".

  1. Educazione: "Occorre formare a un nuovo umanesimo del lavoro, dove l'uomo, e non il profitto, sia al centro; dove l'economia serva l'uomo e non si serva dell'uomo". "Educare aiuta a non cedere agli inganni di chi vuol far credere che il lavoro, l'impegno quotidiano, il dono di se stessi e lo studio non abbiano valore". "Oggi, nel mondo del lavoro, ma in ogni ambiente, è urgente educare a percorrere la strada, luminosa e impegnativa, dell'onestà, fuggendo le scorciatoie dei favoritismi e delle raccomandazioni".
  2. Condivisione: Qualsiasi forma di lavoro presuppone un'idea sulla relazione che l'essere umano può o deve stabilire con l'altro da sé - prosegue il Papa - Il lavoro dovrebbe unire le persone, non allontanarle, rendendole chiuse e distanti. Occupando tante ore nella giornata, ci offre anche l'occasione per condividere il quotidiano, per interessarci di chi ci sta accanto, per ricevere come un dono e come una responsabilità la presenza degli altri"
  3. Testimonianza: "Oggi ci sono persone che vorrebbero lavorare, ma non ci riescono, e faticano persino a mangiare. Voi incontrate tanti giovani che non lavorano: davvero, come avete detto, sono i nuovi esclusi del nostro tempo, e vengono privati della loro dignità. La giustizia umana chiede l'accesso al lavoro per tutti"." Di fronte alle persone in difficoltà e a situazioni faticose - penso anche ai giovani per i quali sposarsi o avere figli è un problema, perché non hanno un impiego sufficientemente stabile o la casa - non serve fare prediche; occorre invece trasmettere speranza, confortare con la presenza, sostenere con l'aiuto concreto".

Terminata l’udienza, non ci rimaneva che varcare la soglia della Porta Santa della Basilica di San Pietro. Sfortunatamente la coda per accedere alla Basilica era talmente lunga che non siamo riusciti a partecipare alla messa, arrivando soltanto durante la benedizione finale proprio di fronte al celebre baldacchino del Bernini.

Dobbiamo ringraziare MCL per averci permesso di partecipare a questa esperienza di riflessione su una visione del lavoro che dà all’uomo dignità e non solo profitto, che educa all’onestà ed avvicina le persone invece di allontanarle.

Carlo e Annarosa