Articoli

In questa sezione vengono raccolti gli editoriali e gli articoli più importanti a partire dal 2010

Deserto

La prospettiva pasquale

La Quaresima va compresa e vissuta sullo sfondo del mistero pasquale di Cristo, cuore pulsante della fede e della vita del cristiano che è. Del resto, anche dal punto di vista dell'evoluzione storica del "tempo liturgico", la Quaresima fu introdotta per far corrispondere alla cosiddetta "cinquantina pasquale" (i cinquanta giorni che prolungano la gioia della Risurrezione e culminano nella solennità di Pentecoste) un tempo che si configurasse come un periodo di attesa e di preparazione alla Pasqua. È così che prese forma e si delineò la "Quaresima" (dal latino: quadragesima – sottinteso: dies, "giorno" – ossia "quarantesimo giorno"), un tempo di quaranta giorni nel quale il cristiano è spronato a dedicarsi con maggior sollecitudine all'ecologia dello spirito per prepararsi ad accogliere e a vivere con frutto l'evento trasformante della Pasqua di Cristo.

Perché "quaranta" giorni?

Il numero "quaranta" si fonda su reminiscenze bibliche. Si pensi, ad esempio, al diluvio universale, che durò appunto quaranta giorni e quaranta notti, alla peregrinazione degli Ebrei nel deserto durata quarant'anni, ai quaranta giorni trascorsi da Mosè sul Sinai, ai quaranta giorni e alle quaranta notti in cui Elia camminò verso il monte di Dio, l'Horeb, e, soprattutto, ai quaranta giorni in cui Gesù fu tentato dal diavolo nel deserto. Il numero "quaranta" racchiude dunque, a vari livelli, un significato simbolico che richiama, in sostanza, il cammino del credente lungo il tempo. È, infatti, all'interno di questo involucro che la sua vita si dipana, ed è in esso che egli è chiamato a progredire nel cammino di conversione, e ad imparare a riconoscere la presenza di Dio che gli parla nella S. Scrittura e nei sacramenti, ma anche nelle persone, nei gesti e negli accadimenti di cui è composta la sua quotidianità, incluse le prove e le tentazioni della vita. È dunque nel tempo che il credente impara a conformarsi sempre più a Cristo.

Leggi tutto: Il cammino della quaresima

A me capita, ma non penso di essere il solo. Sfogliare il vecchio album delle fotografie di famiglia mi fa venire un groppo in gola.

Immagino di sfogliare l'album delle fotografie di questo anno pastorale; sono tante, persino troppe ed è piacevole. Emozioni, sensazioni, sentimenti, quante! No, non è solo la nostalgia per il tempo passato, almeno, non solo quello. Il groppo alla gola è un misto di gioia e tristezza, distinte e confuse.

È l’acuta consapevolezza dei tanti errori fatti; è anche la paura, a tratti straziante, che gli errori si siano ripercossi sugli altri.

E' la gioia di momenti indimenticabili; è la consapevolezza di appartenere ad un tempo, ad un luogo, a delle circostanze uniche ed irripetibili per la loro grandezza.

Quanta Grazie, quanti peccati, quanto impegno, quante fragilità!

Proviamo a vedere il “bicchiere mezzo pieno”; speriamo di essere stati capaci di affrontare gli inciampi con lo spirito giusto, dotati forse di un sufficiente senso mistico e pratico.

Leggi tutto: Come sfogliare un album

Vita!Ieri, mercoledì 22 marzo le nostre comunità parrocchiali hanno dato inizio alle celebrazioni della Annunciazione del Signore, festa legata al Santuario della Madonnina. Alle 20.00 si è riunita in parrocchia una assemblea variegata di canarine, chierichetti, adolescenti, mamme, papà e nonni. Una bella assemblea, pronta per ascoltare la Parola di Dio, celebrare l'Eucaristia e alla conclusione procedere in processione verso il santuario, seguendo solennemente la statua della Madonna, circondata da adolescenti, portata fieramente dai volontari della protezione civile, che ancora ringraziamo.

Serata serena, soprattutto bella; l'animazione della messa è stata curata dai gruppi adolescenti coadiuvati dai loro animatori, ai quali esprimiamo sempre la nostra stima e riconoscenza.

Che bei visi quelli di questi ragazzi e ragazze! Occhi puliti, qualche brufolo evidente sul volto dei maschi, nascosti invece dal trucco più o meno evidente delle ragazze. Entrano in chiesa e cercano con lo sguardo il posto a sedere più in fondo e quello più nascosto; serenamente costretti, sono invitati a prendere posto davanti e al centro della chiesa; è il loro imbarazzo, dovrebbe essere la nostra cura costante di una comunità adulta che stima la vita in divenire e la grazia che si spalma su queste giovani esistenze, scelte dal Signore, e le pone davanti e al centro della sua attenzione.

Leggi tutto: Vita

Ecco come un attempato, ex alunno della 93enne maestra Giulia Uberti, esprime il proprio dolore davanti allo scempio del maestoso abete che brucia, vittima di dissennati piromani.

E tu fanciullo, come reagiresti davanti a una simile scena?

L'antico abete

Ho udito il tuo urlo di dolore, stanotte,
mentre un fuoco bieco ti divorava
in un tornado di fiamme,
vecchio abete, antico come il tempo.

Eri già vetusto quando io ero piccino,
ai tuoi piedi mi regalavi file di funghi,
che carpivo con il mio genitore,
per poter mangiare con la polenta,
che non fosse condita soltanto di nulla.

Hai visto e subito tutte le bizzarrie del tempo:
gelo, siccità, fulmini e grandine.

Ti sei caricato sulle spalle gravi fardelli di neve,
ma l'hai sempre scampata.

Quante mandrie hanno avuto il tuo riparo
nelle grandinate estive.

Ora, per colpa sconsiderata, in un attimo
la tua esistenza è terminata
mischiato ad altri esemplari del "Dos dèle mède".

Un brivido mi ha percorso la schiena stanotte,
quando con altri tentai di salvarti e, forse, una lacrima
m'ha inumidito gli occhi.

Tutto nero intorno, come un inferno dantesco.

Il fuoco t'ha tolto la vita in un attimo.

E ora anche tu, con gli altri, già scheletriti,
sei lì a chiederti: perchè l'hai fatto piromane?

Bruno Doloni 24.1.2016

Gli esercizi spirituali parrocchiali quest'anno avevano un tema generale che era una affermazione  "In Gesù Cristo il nuovo umanesimo" e un sottotitolo "Esercizi nella vita corrente " con l'esortazione da una lettera di Pietro apostolo "La vostra vita sia bella in mezzo ai non credenti" che e' la proposta di una interpretazione e poi scalata di un Everest. C'era una guida in rosa: Suor Eliana Zanoletti che ha suggerito nei tre giorni un "metodo" progressivo ,come quello alpinistico dei campi successivi in quota verso la vetta: affrontare la scalata nel concreto, nella attualità del momento " ogni giorno, ogni ora,  ogni minuto… stupefatti di poter captare( così recitava la preghiera al Signore proprio della prima sera) queste scintille del tuo volere che sono i nostri microscopici doveri."

Leggi tutto: Dagli Esercizi Spirituali...

Un CD regalato da un amico passa dal sedile al cassetto del cruscotto della macchina. Di tanto in tanto lo avvio e lo ascolto, infinite volte, mentre guido. In questi giorni giubilari e quaresimali sento l'eco di una canzone che suona “grave”: “Vieni”... “E anche se hai violato cento volte una promessa vieni...Vieni, vieni”.

Rileggo per intero il testo e sento “Pasquali Misericordie”.


Vieni
Vieni chiunque tu sia vieni
Vieni chiunque tu sia vieni
Sei un miscredente un idolatra un pagano vieni
Sei un miscredente un idolatra un pagano vieni
La nostra casa non è un luogo di disperazione
E anche se hai violato cento volte una promessa vieni
Vieni, vieni
Vieni, vieni
Sei un miscredente un idolatra un pagano vieni
Sei un miscredente un idolatra un pagano vieni
La nostra casa non è un luogo di disperazione
E anche se hai violato cento volte una promessa vieni
Vieni, vieni
Vieni


Il testo della canzone è titolato “Vieni”. Si tratta di una rielaborazione di alcuni versi di Jalal-Dim Rumi, mistico persiano, con testo e musica del duo Russo/Sisini e l'arrangiamento di Franco Battiato.

Leggi tutto: Pasquali Misericordie