I vicini di casa a Marcheno Sopra non dicono che sono andato al mare o al camposcuola, dicono: “l'è nat a fa la Ines” (è andato a fare la parte della Ines) perché prima della Rachele, ai campiscuola era la Maria, con esperienza all'asilo, a fare la cuoca e si portava come aiutante la Ines.

Quest'anno don Maurizio, visto l'alto numero (35) di adolescenti iscritti, ha ritenuto opportuno assumere oltre a Rachele (chef) e Loretta (aiuto cuoco) anche una terza persona (sguattero) ed ha chiesto a me la disponibilità.
Ho accettato con molta titubanza perché non ho mai fatto un'esperienza simile e perché il Don mica ti dice tutte le clausole del contratto.

Noi del team cucina con Doriano (vicedon) siamo scesi a Senigallia il giorno prima, domenica 8 luglio, per preparare l'ambiente: la suite al quarto piano dell'ex seminario. Un caldo boia!

Il lunedì pomeriggio sono arrivati i ragazzi assieme agli animatori: valigie che andavano avanti e indietro, cuscinate e materassi che trovavano la strada per andare al piano di sotto. Ma nello spazio di un'ora tutto era a posto nelle due camerate, tutto bello e ordinato . . . come un campo di baraccati e i ragazzi erano pronti ad andare in spiaggia per iniziare le attività.

Alla cena sono rimasto impressionato. Non sono ragazzi. Sono locuste! Primo, secondo e frutta . . . non è rimasto niente!
E per tutta la settimana gli avanzi sono stati pochissimi.

Sono rimasto stupito nel vedere i nostri giovani, divisi in quattro gruppi e seguendo una turnazione, svolgere i compiti di preparare i tavoli per i pasti, sparecchiare, lavare piatti e stoviglie, pulire con scopa e straccio le camere, i corridoi, i bagni e le docce. Un brulicare di ragazzi con compiti diversi che si incrociano come tante formiche; queste però sono più professionali, non si spingono, non si urtano, non si fanno scherzi e battute, ma non sono molto allegre. Quindi meglio i nostri.

Sono da ammirare quando loro, così vivaci e in fermento, in poco tempo si zittiscono per iniziare le varie attività di educazione e di riflessione che sono lo scopo principale del camposcuola. 

Trentacinque i ragazzi iscritti, ma al camposcuola c'era un giovane in più, imprevedibile e fantasioso, iperattivo e impossibile da imbrigliare: don Maurizio.

Per facilitarci il lavoro in cucina,ha inventato la gara culinaria : un gruppo ha preparato l'apericena, un altro il primo, un altro il secondo e l'ultimo il dolce.
Ogni gruppo ha dovuto recarsi al supermercato ad acquistare l'occorrente nelle dovute quantità.
Dopodiché cucina invasa per quattro sere da 8/9 ragazzi in uno spazio utile di una decina di metri quadri.

S'è visto di tutto: da chi pensava che le scatolette di pelati si dovessero conservare in frigorifero a chi credeva di lessare le patate in due minuti, a chi metteva la padella con l'olio sul fornello acceso per cuocere le zucchine prima ancora di cominciare a tagliarle, a chi non riusciva a montare la panna e quando c'è riuscito l'ha trasformata in burro così da dover correre in negozio a comprarne altra.
Una gran confusione!

Ma quando i piatti sono arrivati in tavola, hanno avuto tutti grande successo.

A fare la differenza per la classifica sono stati i voti su “presentazione” e su “collaborazione”. Quindi complimenti a tutti!

Bello anche il gioco dell'Angelo che ha coinvolto tutti, adolescenti e adulti. Ognuno per sorteggio ha avuto in sorte un angelo e a sua volta è stato angelo per qualcun altro. Purtroppo al mio assistito è capitato un angelo burbero, barboso e con poca fantasia, mentre io ho avuto un angelo minuto e leggero ma molto discreto e gentile. Poi spettacolare la premiazione delle Olimpiadi: inno d'Italia a tutto volume, sventolio di bandiere, podio e coriandoli dorati lanciati sui vincitori. Io però avrei dovuto descrivere la vita in cucina. Provvedo subito. Ore 7.30 S. Messa intima (celebrante e cinque fedeli). A seguire: prepara la colazione – fai la spesa-prepara il pranzo-pulisci le pentole-pausa di un paio d'ore-prepara la cena-pulisci le pentole e la cucina-preghiera della sera (all'una o alle due di notte). Rachele una gran cuoca! Loretta appena sotto.

Tirando le somme di questa esperienza devo ammettere che è stata faticosa, ma guardando con occhi da genitore o, data la mia età, da nonno è stato molto piacevole avere attorno tanti giovani.

Inoltre ho imparato dal tema di questo camposcuola “volare alto” e “ognuno vale 100” che anch'io devo alzare l'asticella.

Sono partito sguattero e mi sono guadagnato sul campo i gradi di pela-trita carote e lavainsalata. Ma io valgo di più, non devo fermarmi qui, io tra10/20 anni sarò chef in un ristorante stellato! Io chef . . . ma don Maurizio dove vorrà arrivare? . . . mah . . . a Roma?

Mi chiedete se l'anno prossimo rifarò questa esperienza? Lasciatemi smaltire questa e intanto ci penso. Anche perché potrei non essere disponibile se dovessi aver già meritato una stella Michelin.

Ragazzi mi siete molto piaciuti! Volate alto e andate oltre!
Guerino