Suor Alice…in questo tempo, a chi le era vicino e a chi la andava a trovare, ripeteva spesso: desidero che Gesù mi venga a prendere, gliel’ho detto di venirmi a prendere…- anche se il passaggio da questa terra al paradiso le faceva logicamente paura – desiderava vedere il suo Signore. Ora il Signore l’ha accontentata.


Suor Alice è nata a Marcheno nel 1922. Nel 1939 ha iniziato il suo cammino nella Famiglia delle Poverelle. Dopo i primi anni della formazione trascorsi a Bergamo, viene inviata a San Pellegrino nel convitto delle operaie, dove con la sua parola, sempre pacata e saggia, ha saputo consigliare e sostenere numerose giovani.


Dal 1944 fino al 1963 ha trascorso la sua vita a Stabello tra la scuola materna e la parrocchia, nel corso dei suoi anni più volte è tornata a Gaverina, un breve periodo a Milano e ad Albino, Lallio, Sombreno, Barzesto e poi dal 2007 fino al 2015 nella comunità di Brescia “Casa san Giuseppe” prima con le sorelle anziane e poi con gli ospiti, ai quali ha saputo regalare la sua dolcezza e la sua capacità di voler bene, tanto da riceverne in contraccambio affetto, simpatia e stima.


Quando per motivi di salute non è più riuscita a stare in servizio apostolico, con la sua modalità molto discreta, ha chiesto di essere inserita in una casa di riposo e così due anni fa è arrivata nella comunità di Bergamo S. Maria del Bosco.


La sua personalità è stata caratterizzata da un bel carattere, dono di grazia ma certamente anche di impegno personale. Era una persona dolce, saggia, sempre capace di scusare e cercava di non dare mai fastidio a nessuno. In comunità sapeva sempre prendere il posto più nascosto e cercava di essere presente facendo i piccoli lavori che le venivano affidati con disponibilità, semplicità e soprattutto con serenità.


Amava molto pregare e le piaceva “conversare” con la Madonna, diceva che dalla Madonna ci si può aspettare tutto. A Maria affidava ogni mattina i superiori, pregava per loro e per le persone che le erano care…in particolare in questo ultimo tempo per i suoi “ragazzi di Brescia”. Amava molto anche le giovani in formazione e per loro aveva un pensiero particolare.


A lei va il nostro grazie perché ci ha fatto sperimentare che non è importante quello che facciamo, ma come e per chi lo facciamo e lei questo lo ha testimoniato con convinzione e fedeltà.
Buon incontro con il Signore cara sorella e madre suor Alice.


Dal ricordo delle consorelle