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PROGETTO EDUCATIVO DELL'ORATORIO

Natura dell'oratorio

L'oratorio l'espressione dell'amore della Chiesa, è una palestr a di vita dove la preghiera, l'istruzione rel igiosa, il gioco, l'amicizia, il senso della disciplina e del bene comune, la letizia e il vigore morale si fondono insieme per fare del giovane un cristiano forte e cosciente.

Paolo VI 1977 in occasione dell'inaugurazione di alcuni oratori nel bresciano:

Anche la commissione oratorio del consiglio pastorale parrocchiale fa sue le parole di Paolo VI: l'oratorio è l'insieme delle persone che, guidate dallo Spirito Santo, qui si ritrovano avendo in comune valori ed esperienze, con il desiderio di condividere con i più giovani ciò che ha imparato lungo la strada e che è desideroso di apprendere da loro.

Nell'Oratorio convivono sensibilità e persone con età e bisogni diversi: ad ogni fase della vita, perciò, corrispondono ruoli e percorsi diversi e non standardizzati.

La catechesi

La catechesi è alla base dell'educazione spirituale, morale e cristiana dell'individuo.

È un cammino alla ricerca di Gesù e ha come principale finalità l'incontro con Lui.
Essa non deve essere affidata esclusivamente ai catechisti e agli educatori, ma condivisa con le famiglie dei ragazzi e con tutta la comunità. L'attività catechistica è diretta alle varie fasce d'età: Bambini, Preadolescenti, Adolescenti e giovani, Giovani coppie e famiglie.

Finalità

La finalità principale dell'oratorio è la crescita indivi duale della persona (fanciullo, adolescente e giovane), nella sua completezza, come uomo e come cristiano.
Questo significa:

  • Confrontarsi sempre più in profondità con il Vangelo per crescere nell'imitazione di Gesù stesso, facendo propri i suoi valori, che devono essere incarnati in una scelta di vita, in un sentirsi chiamati ad un cammino vocazionale.
  • Interiorizzare quei valori etici e umani che non possono venir meno, come il rispetto per la vita, l'amore, la pace, la fratellanza, la responsabilità, il senso di appartenenza alla propria comunità.
  • Far proprie le competenze e le conoscenze della vita cristiana, e coltivare una relazione profonda e duratura con Dio, attraverso gli strumenti adeguati.

E' bene che ogni educatore si ponga come un inse gnante attento non solo a trasmettere nozioni, ma abbia la sensibilità di cogliere le fatiche del crescere e capire quali sono le potenzialità e i limiti dei ragazzi. Ci si deve confrontare anche con ragazzi, specialmente adolescenti e giovani, che dicono di non credere e non praticano la fede cristiana. Nonostante le difficoltà che si possono incontrare, l'educatore è chiam ato a dare esempio di apertura, dialogo, confronto e proposta, rispettando la persona e il suo cammino di crescita, ma con la dovuta capacità di correggere eventuali sbagli. Gesù Cristo è l'identità stessa di ogni cristi ano, la roccia solida da cui tutto si riceve e tutto nasce. L'educatore interes sato a promuovere tali finalità deve egli stesso aprirsi alla luce di Dio e cercare di eguagliare il Suo Figlio, consapevole della limitatezza della natura umana.

Obiettivi

Ci sono alcune considerazioni preliminari importanti da fare, significativamente espresse in questo punto, rispetto alla necessità di:

  • Lavorare tutti secondo le finalità di carattere generale indicate;
  • Impegnarsi a trovare una sintonia tra educatori, migliorando la comunicazione tra ambiti e operatori diversi;
  • Non ridurre l'oratorio a un luogo dove si organizzano attività, ma riflettere sulle reali necessità degli educandi, calibrando ogni intervento con gradualità e in base alle loro possibilità di crescita;
  • Prevedere una programmazione iniziale in grado di individuare una serie di obiettivi verificabili, in modo da far emergere eventuali successi, difficoltà o resistenze da parte degli educandi.

 

Le considerazioni espresse mirano a rendere più efficace il raggiungimento degli obiettivi e, in generale, l'azione educativa. Ogni gruppo dovrà provvedere alla programmazione annuale più appropriata alle proprie attività. Centrale deve sempre rimanere la crescita globale della personalità umana, declinata nelle sue cinque sfere: la relazionalità, la cognitività, l'interiorità -affettività, i comportamenti e la spiritualità.
Dopo queste fondamentali premesse, è possibile indicare gli obiettivi del progetto educativo dell'oratorio, divise a seconda dei destinatari: gli educatori e gli educandi. Essi sono:

Per gli educatori:

  1. Formare gli educatori/educatrici come UOMINI e DONNE alla sequela di Cristo.
    Crescere nella consapevolezza della testimonianza. Aderire alla personale vocazione. Migliorare sempre nella capacità di abbandono in Dio e nello Spirito. Approfondire la vita spirituale, il rapporto con Dio attraverso i Sacramenti e la preghiera.
  2. Formare gli educatori/educatrici come AUTENTICI EDUCATORI.
    Sviluppo delle capacità e attitudini educative. Attenzione all'educando e alla sua libertà. Capacità di relazione e cond ivisione di momenti comuni. Coerenza nello stile di vita. Capacità di percepirsi come educatori in tutti gli ambiti dell'oratorio.
  3. Formare una COMUNITA' EDUCANTE.
    Condivisione di momenti e di cammini di fede, unità, accoglienza senza discriminazioni, correzione fraterna, comunione d'intenti.

Per gli educandi:

  1. Imparare l'autoanalisi.
    Capacità di lavorare autonomamente su se stessi. Imparare a conoscersi, ad essere consapevoli delle proprie capacità e dei propri limiti. Accoglienza dei doni che Dio ha fatto. Responsabilità nel farli fruttare e saperli condividere.
  2. Amare la vita interiore.
    Sensibilità nei confronti della Parola di Dio. Attenzione e assiduità nella vita sacramentale, liturgica e caritativa. Capacità di relazione vera e sincera con Dio attraverso la preghiera.
  3. Conoscere la cultura cristiana.
    Imparare a conoscere le basi della fede. Confrontarsi con la Parola, e con le parole che vengono dalla tradizione della Chiesa. Alfabetizzazione cristiana. Formazione di una coscienza morale cristiana.
  4. Crescere nell'ascolto e nella coscienza critica.
    Sviluppo di idee proprie. Formazione di una coscienza critica. Capacità di ascolto, confronto e dialogo e con idee diverse. Capacità di far fruttare esperienze che si presentano. Accoglienza degli stimoli. Educazione alla sensibilità artistica. Capacita di giudicare il proprio comportamento.
  5. Crescere negli affetti.
    Vivere le proprie relazioni di amicizia o sentimentali in modo corretto. Capire l'importanza di alcuni valori quali la si ncerità, la lealtà, il rispetto della persona, la libertà, la ricerca di una profondità sempre maggiore, la responsabilità nei confronti dei vicini, la gratuità.
  6. Promuovere una cultura di pace.
    Essere uomini e donne pacifici a partire dalla propria vita. Saper accogliere, rispettare il diverso. Capacità di socializzazione. Condividere momenti comuni con altri. Sensibilizzarsi nei confronti della povertà e delle tematiche mondiali (nonviolenza, pace, sottosviluppo, sobrietà e decrescita felice, economia equa e solidale...). Non accettare le ingiustizie. Restare fedeli alla Verità. Confronto con i poveri.
  7. Favorire il protagonismo.
    Impegno in prima persona nel servizio agli altri attraverso opere di volontariato. Responsabilità nei confronti della propria vita e di quella altrui. Attenzione verso la comunità di appartenenza.

Metodo

Per far sì che la persona cresca in modo armonico, si ponga un'attenzione costante al gruppo; solo in un contesto di r elazione è possibile, infatti, promuovere lo sviluppo personale. Una relazione é caratterizzata non solamente da obiettivi di aggregazione o svago (troppo riduttivi), ma considerando la valenza educativa dello stare insieme.
In questo senso si individuano tre momenti graduali e distinti, anche se strettamente collegati tra loro, che definiscono il metodo dell'oratorio:

L' Invito.

È il momento in cui si cerca di raggiungere e coinvolgere un più vasto numero di ragazzi e giovani, in modo che il gruppo venga arricchito da singolarità in grado di stimolarlo. In questa fase preliminare è di fondamentale importanza la pubblicizzazione delle diverse proposte.

L' Accoglienza.

È il momento in cui si pone l'attenzione sulle persone e si cerca di accettare le caratteristiche di ciascuno per renderle funzionali al gruppo. Gli educatori accompagnino, ma sempre in modo discreto, chi gli viene affidato, rispettando i tempi necessari.

La Proposta.

È questo il momento in cui ci si accosta personalmente a ciascuno per proporre, ma mai pretendere, la risposta ad eventuali richieste specifiche individuate per favorire la crescita. Si tratta di promuovere la persona. Nella proposta l'oratorio si pone come obiettivo primario la testimonianza della fede in Gesù Cristo. Risultano ovviamente privilegiati tutti quei momenti legati alla catechesi, ma guai pensare che l'azione educativa si limiti a questo: si farebbe un grave errore di valutazione sulle necessità di fanciulli, ragazzi e giovani. È proprio in riferimento alla globalità che l'oratorio si impegna a fare proposte diversificate, che occupino in modo nuovo il tempo libero di chi lo frequenta; un modo che lo aiuti a crescere e diventare responsabile di sé e degli altri che gli sono vicini.

Concludiamo sottolineando infine l'importanza di una pluralità di figure educative, in grado di testimoniare in modi diversi l'adesione a Cristo e alla Chiesa; perciò é auspicabile il coinvolgimento delle famiglie e della Comunità Parrocchiale, perché queste figure arricchiscono in modo significativo le modalità e le possibilità di testimonianza.
E' importantissimo tenere presente che l'oratorio non è, e non può essere, un'esperienza educativa autosufficiente.
Questa idea sbagliata riesce solo ad impoverire la qualità delle proposte.
L'oratorio è inserito in uno specifico territorio che offre occasioni di crescita, in cui sono presenti altre agenzie educative. È bene considerare la collaborazione e il lavoro in sinergia con queste ultime per migliorare le proposte ed intervenire in modo significativo nella promozione della persona.