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Il logo, frutto della fantasia dei bambini e ragazzi dell'oratorio rappresenta un gruppo di bambini che giocano al girotondo, in compagnia di Gesù.

Sopra e sotto la scritta "Oratorio Giovanni Paolo II", a ricordare il papa a cui è dedicato.

Una croce campeggia in alto, simbolo della salvezza di Gesù offerta a noi.

Gesù ha un'aureola a forma di sole, che indica la gioia dello stare con Lui.

Il disegno è incorniciato in due porte aperte, simbolo di accoglienza, che richiamano la famosa frase di Giovanni Paolo II durante la messa di insediamento:

"Spalancate le porte a Cristo".

Messaggio iniziale

Le brevi pagine che seguono sono il testo del Progetto Educativo dell'Oratorio, frutto della riflessione condivisa dalla Commissione Oratorio del Consiglio Pastorale Parrocchiale di Marcheno sulla identità e sulla missione dell'oratorio.
In continuità con la tradizione oratoriana marchenese e con il riferimento al Progetto Educativo degli Oratori Bresciani il testo vuole essere espressione della passione educativa che la comunità cristiana adulta ha espresso e continua a promuovere nei confronti dei bambini, dei ragazzi, degli adolescenti e dei giovani, per la promozione della loro maturità umana e di fede.
Il Vangelo suscita in ogni tempo il desiderio di avere nei confronti delle giovani generazioni una attenzione che rispetta, accoglie, ama e accompagna la crescita e la definizione di identità, di vocazione e di servizio di coloro che attendono al divenire e al compimento pieno della propria vita .
Progettare è stato il recepire nel presente la grazia operante nel mistero di ogni uomo che nasce, cresce ed orienta se stesso alla realizzazione evangelica dell'esistenza.
Progettare è stato il pregare perché il servizio pastorale ed educativo sia fedele al valore e alla originalità di ognuno e contemporaneamente sia all'altezza della dignità divina di cui ogni ragazzo è portatore.
Progettare è stato porre attenzione all'aspetto culturale e sociale del contesto comunitario e famigliare attuale, assumendo la realtà come situazione da accogliere ed amare, con la quale dialogare per una crescita comune.
Progettare è stato, per la comunità educativa dell'oratorio, condividere ancora la necessità di convergere nelle fede, nei contenuti del Vangelo e nelle azioni educative e di animazione perché le scelte pastorali dell'oratorio perseguano, pur nelle diverse modalità degli interventi, il medesimo fine evangelico.
Il testo del Progetto Educativo dell'Oratorio è a servizio dell'annuncio del Vangelo e delle giovani generazioni del presente e del futuro della comunità di Marcheno; si pone come strumento opportuno di formazione e di confronto per gli operatori dell'oratorio; è proposto ai genitori perché conoscano e condividano i valori di fede che l'oratorio propone, nella ricerca di una continua e feconda corresponsabilità educativa.
Esprimo riconoscenza e gratitudine alla Commissione Oratorio del Consiglio Pastorale Parrocchiale di Marcheno per il lavoro svolto.
Il beato "Giovanni Paolo II", a cui è dedicato l'oratorio, possa intercedere e custodire tutti i giovani della comunità di Marcheno.

il Parroco
don Maurizio Rinaldi.
Marcheno 08.03.2013


INTRODUZIONE

Quale mondo

Il futuro del mondo è diverso dal mio,
io morirò prima o poi ...

Jovanotti -Il futuro del mondo-

Caro Gesù illumina i nostri passi lungo la via che ci porta alla salvezza, sicuri che se incontreremo ostacoli insormontabili, ci prenderai in braccio come una madre fa con il suo cucciolo d'uomo per proteggerlo dalle a vversità. Quante distrazioni porta con sé questo progresso, quanti bagagli di illusioni, trucchi ... quasi come un prestigiatore, un mago affascinante.
Fa apparire ciò che non è, regala ciò che non ha e lascia l'uomo solo nella tristezza e nella vanità. Con la tecnologia si può girare il mondo, un mondo così piccolo che lo puoi mettere nel taschino, da New York a Pechino in un click di telefonino, e non ti rendi conto che sta male il tuo vicino.
Senza parlare della carta strabiliante: la inserisci nella fessura e regali alla tua amante due rose ed un diamante, ma nessuno ti ha spiegato che se la usi continuamente ti lascia debiti in un istante.
Nella sala la gente applaude convinta, si alza in piedi il " Grande Mago Progresso!!!". Questa è la via per avere successo: lavorare moglie e marito per avere tutto all'infinito, l'illusione ha aperto le menti e le ha rese distorte, per salvarci da una triste sorte ...
Gesù illuminaci tu.
L'esplosione del nucleo famigliare crea generazioni dal precario equilibrio mentale.

Vorremmo veder crescere gli ideali fra la gente, la dignità di ogni essere umano, in quanto essere vivente.
Passare il timone ai giovani perché possano navigare, perché possano crescere, creare, sperare e sbagliare.
Ridare ai nostri figli un mondo preservato interamente, perché un giorno possano bere acqua senza cromo esavalente.

Mi offrono un incarico di responsabilità, mi hanno detto che una nave ha bisogno di un comandante che il carico è segreto ed importante.
Di fronte a me la nebbia nasconde la risposta alla mia paura. Cosa farò, dove mi condurrà quest'avventura?
Ma senza esitazione dirò: levate l'ancora ... dritta, avanti tutta... questa è la rotta... questa è la direzione ... questa è la
decisione!

Jovanotti -La linea d'ombra-

Quale Chiesa

La Chiesa ama questo mondo (bello ed avvincente, complesso e drammatico, orientato al compimento), ponendo l'uomo al centro del suo interesse e della sua opera in quanto è proprio la persona l'interlocutore privilegiato del suo annuncio evangelico e della sua proposta educativa.
La comunità parrocchiale è Chiesa, costituita ed organizzata per essere nel mondo testimonianza della salvezza attuata dal Padre, attraverso lo Spirito Santo, dono per il presente del Crocifisso Risorto.
Nel nostro contesto la Chiesa vive in continuità rispetto al passato e nella novità rispetto al futuro.

Il passato ci mostra un'appartenenza ecclesiale legata a lla tradizione, dove la comunità ecclesiale coincideva con la comunità civile: tutti erano cristiani.

Il presente della Chiesa è in una società molto diversa, in cui l'essere cristiano è una scelta, operata solitamente dalla famiglia di origine, o in alcuni casi fatta propria nell'età più adulta.
Si tratta di un passaggio storico culturale importante: diversi sono i modelli interpretativi, i termini di riferimento, gli schemi concettuali e morali attraverso i quali comprenderlo.
Si tratta di un passaggio culturale riscontrabile nello sviluppo personale delle coscienze e nelle appartenenze sempre più diversificate all'interno della comunità ecclesiale e sociale.

Questo aspetto costituisce allo stesso tempo una difficoltà e una risorsa, ma comunque una sfida da affrontare, per un bene maggiore da accogliere ed esprimere. In questo contesto, il battesimo costituisce il momento fondante e più importante della vita, in quanto inizio del cammino di un cristiano. Per accompagnare questo cammino la Comunità Parrocchiale si è dotata, nel tempo, dell'oratorio, espressione dell'opera pastorale della comunità parrocchiale che gli ha dato vita, e simbolo del suo impegno pastorale verso le nuove generazioni.
E' in questo ambito che la comunità parrocchiale offre il suo contributo nella proposta formativa e di animazione delle giovani generazioni.

L'oratorio è il vissuto di una Chiesa che intende esprimere la vocazione e la missione battesimale nello spirito della corresponsabilità: ogni uomo che si dica cristiano ha la sua identità di figlio, vive la sua appartenenza di fratello/sorella, esprime il suo ruolo profetico, regale e sacerdotale nella vita e nell'attività dell'oratorio a fa vore dei bambini, dei ragazzi, degli adolescenti e dei giovani.
Nel nostro contesto la comunità ecclesiale oratoriana si impegna ad esprimere il Vangelo oggi attuando, nelle forme dell'annuncio, della celebrazione e della carità, percorsi di formazione che qualifichino l'identità battesi male e promuovano la corresponsabilità ecclesiale.


La definizione della propria identità cristiana, battesimale ed eucaristica qualifica l'espressione di una chiesa capace e disponibile ad interagire con tutte le presenze e le appartenenze culturali, sociali, spirituali, religiose presenti sul territorio. La comunità oratoriana, che assume la forma di Cristo, è partecipe della sua santità, e diventa espressione di una comunità ecclesiale capace di assumere ed affrontare la sfida della pluralità e della complessità, attraverso il dialogo, interpretando con l'annuncio della Parola e nello Spirito, i se gni della sua presenza e della sua efficacia salvifica.

Quale educazione

La fede è innanzitutto dono; essa si sviluppa sul piano misterioso del dialogo tra Dio e l'uomo e questo spazio di vita sfugge ad ogni tentativo di intervento dell'uomo. Tuttavia gli interventi umani possono attivare il dialogo salvifico e predisporne l'accoglienza, possono rendere più comunicativo l'appello del Signore. L'educazione, promuovendo la capacità dell'uomo e rendendo trasparenti i segni della salvezza, libera e sostiene la sua capacità di risposta responsabile e matura a Dio. Inoltre la decisione diventa tanto più libera, responsabile e matura ed autentica, quanto più la persona attua in sé un processo di libertà, responsabilità, solidarietà, crescita in umanità.
(Dal Progetto Educativo dell'oratorio della diocesi di Brescia)

È necessario fondare ogni azione educativa sulle relazioni personali, creando legami tra educatori e educandi. Ricordiamo che l'educazione si nutre sostanzialmente di tre elementi:
  • Gradualità nella crescita e nella proposta
  • Spirito di sacrificio/dono di sé
  • Responsabilità delle scelte fatte

L'educazione deve nascere e svilupparsi nutrendosi s oprattutto di dialogo, il quale suppone almeno due interlocutori che abbiano la capacità di ascolto e di risposta. Tutta la comunità educativa dell'oratorio si pone in di alogo con Dio, affinché Egli ne definisca sempre la sua identità e la orienti nella sua missione; a questa condizione la comunità educativa dell'oratorio si pone come oggetto e soggetto dell'educazione delle giovani gener azioni, con le quali interagisce elaborando cammini secondo il principio della gradualità, del dono di sé, della consapevolezza e della responsabilità nelle scelte condivise.
La comunità educativa dell'oratorio si propone come ref erente stabile e credibile, solidale rispetto al linguaggio e ai contenuti umana cr istiana, accompagnando contemporaneamente la maturazione dei contenuti educativi condivisi di carattere umano, civico e sociale (rispetto, diritto-dovere, solidarietà), favorendo lo sviluppo degli atteggiamenti della fede cristiana: libertà (rinuncia-sequela), accoglienza dello Spirito, conversione continua al Vangelo nella relazione personale e comunitaria-ecclesiale con Gesù, mandato-missione da compiere. Il Vangelo è dirompente, offre contenuti accattivanti che hanno la forza di essere veramente ispiratori rispetto alla dinamica educativa.
A proposito educativa della comunità dell'oratorio auspica sempre la presenza ed il coinvolgi mento di educatori, testimoni credibili e autorevoli del Vangelo, professionisti coerenti della sequela di Gesù, con la passione competente per l'educazione e l'entusiasmo per il Vangelo.
Il contesto socio-culturale che determina il vissuto delle nuove generazioni è contemporaneamente ricco e dispersivo nella proposta dei modelli esistenziali; il disagio degli adulti e dei giovani nel discernimento e nell'orientamento ric hiede accoglienza continua, dialogo ininterrotto e chiarezza della proposta educativa dell'oratorio.
La comunità educativa dell'oratorio vuole mantenere ed a pprofondire il dialogo con le famiglie per essere, con esse, solidali rispetto al linguaggio e ai contenuti dell'educazione umana e cristiana.

Quale pastorale

La pastorale è la presenza di Gesù Risorto all'interno della Chiesa. E' l'insieme degli strumenti (dei mezzi), che la Chiesa utilizza per portare Dio agli uomini; da questo deriva che la Chiesa ha come compito primario l'evangelizzazione di tutti gli uomini. Tra i luoghi che la nostra tradizione pastorale ritiene abitualmente atti alla formazione alla fede delle nuove generazioni, ci sono gli oratori; ma se l'oratorio si r iducesse ad un ambiente del tempo libero, dell'incontro e della soci alizzazione, sarebbe troppo poco (e non raggiungerebbe il suo obiettivo).
Per una pastorale più coinvolgente è necessario che nel progetto dell'oratorio si tengano in considerazione le famiglie e le altre realtà comunitarie (scuola, lavoro, tempo libero, enti pubblici, associazioni), perché i ragazzi trovino riscontro anche nella vita al di fuori del catechismo. Inoltre si dovrà investire nella formazione e nella sensibilizzazione degli adulti, così da avere animatori laici che si adoperino sempre più nella formazione delle nuove generazioni; risulta fondamentale avere educatori pronti e preparati ad accompagnare verso una relazione più sincera con Dio chi, per età o limiti personali, è in difficoltà maggiore a intraprendere tale cammino.


PROGETTO EDUCATIVO DELL'ORATORIO

Natura dell'oratorio

L'oratorio l'espressione dell'amore della Chiesa, è una palestr a di vita dove la preghiera, l'istruzione rel igiosa, il gioco, l'amicizia, il senso della disciplina e del bene comune, la letizia e il vigore morale si fondono insieme per fare del giovane un cristiano forte e cosciente.

Paolo VI 1977 in occasione dell'inaugurazione di alcuni oratori nel bresciano:

Anche la commissione oratorio del consiglio pastorale parrocchiale fa sue le parole di Paolo VI: l'oratorio è l'insieme delle persone che, guidate dallo Spirito Santo, qui si ritrovano avendo in comune valori ed esperienze, con il desiderio di condividere con i più giovani ciò che ha imparato lungo la strada e che è desideroso di apprendere da loro.

Nell'Oratorio convivono sensibilità e persone con età e bisogni diversi: ad ogni fase della vita, perciò, corrispondono ruoli e percorsi diversi e non standardizzati.

La catechesi

La catechesi è alla base dell'educazione spirituale, morale e cristiana dell'individuo.

È un cammino alla ricerca di Gesù e ha come principale finalità l'incontro con Lui.
Essa non deve essere affidata esclusivamente ai catechisti e agli educatori, ma condivisa con le famiglie dei ragazzi e con tutta la comunità. L'attività catechistica è diretta alle varie fasce d'età: Bambini, Preadolescenti, Adolescenti e giovani, Giovani coppie e famiglie.

Finalità

La finalità principale dell'oratorio è la crescita indivi duale della persona (fanciullo, adolescente e giovane), nella sua completezza, come uomo e come cristiano.
Questo significa:

  • Confrontarsi sempre più in profondità con il Vangelo per crescere nell'imitazione di Gesù stesso, facendo propri i suoi valori, che devono essere incarnati in una scelta di vita, in un sentirsi chiamati ad un cammino vocazionale.
  • Interiorizzare quei valori etici e umani che non possono venir meno, come il rispetto per la vita, l'amore, la pace, la fratellanza, la responsabilità, il senso di appartenenza alla propria comunità.
  • Far proprie le competenze e le conoscenze della vita cristiana, e coltivare una relazione profonda e duratura con Dio, attraverso gli strumenti adeguati.

E' bene che ogni educatore si ponga come un inse gnante attento non solo a trasmettere nozioni, ma abbia la sensibilità di cogliere le fatiche del crescere e capire quali sono le potenzialità e i limiti dei ragazzi. Ci si deve confrontare anche con ragazzi, specialmente adolescenti e giovani, che dicono di non credere e non praticano la fede cristiana. Nonostante le difficoltà che si possono incontrare, l'educatore è chiam ato a dare esempio di apertura, dialogo, confronto e proposta, rispettando la persona e il suo cammino di crescita, ma con la dovuta capacità di correggere eventuali sbagli. Gesù Cristo è l'identità stessa di ogni cristi ano, la roccia solida da cui tutto si riceve e tutto nasce. L'educatore interes sato a promuovere tali finalità deve egli stesso aprirsi alla luce di Dio e cercare di eguagliare il Suo Figlio, consapevole della limitatezza della natura umana.

Obiettivi

Ci sono alcune considerazioni preliminari importanti da fare, significativamente espresse in questo punto, rispetto alla necessità di:

  • Lavorare tutti secondo le finalità di carattere generale indicate;
  • Impegnarsi a trovare una sintonia tra educatori, migliorando la comunicazione tra ambiti e operatori diversi;
  • Non ridurre l'oratorio a un luogo dove si organizzano attività, ma riflettere sulle reali necessità degli educandi, calibrando ogni intervento con gradualità e in base alle loro possibilità di crescita;
  • Prevedere una programmazione iniziale in grado di individuare una serie di obiettivi verificabili, in modo da far emergere eventuali successi, difficoltà o resistenze da parte degli educandi.

 

Le considerazioni espresse mirano a rendere più efficace il raggiungimento degli obiettivi e, in generale, l'azione educativa. Ogni gruppo dovrà provvedere alla programmazione annuale più appropriata alle proprie attività. Centrale deve sempre rimanere la crescita globale della personalità umana, declinata nelle sue cinque sfere: la relazionalità, la cognitività, l'interiorità -affettività, i comportamenti e la spiritualità.
Dopo queste fondamentali premesse, è possibile indicare gli obiettivi del progetto educativo dell'oratorio, divise a seconda dei destinatari: gli educatori e gli educandi. Essi sono:

Per gli educatori:

  1. Formare gli educatori/educatrici come UOMINI e DONNE alla sequela di Cristo.
    Crescere nella consapevolezza della testimonianza. Aderire alla personale vocazione. Migliorare sempre nella capacità di abbandono in Dio e nello Spirito. Approfondire la vita spirituale, il rapporto con Dio attraverso i Sacramenti e la preghiera.
  2. Formare gli educatori/educatrici come AUTENTICI EDUCATORI.
    Sviluppo delle capacità e attitudini educative. Attenzione all'educando e alla sua libertà. Capacità di relazione e cond ivisione di momenti comuni. Coerenza nello stile di vita. Capacità di percepirsi come educatori in tutti gli ambiti dell'oratorio.
  3. Formare una COMUNITA' EDUCANTE.
    Condivisione di momenti e di cammini di fede, unità, accoglienza senza discriminazioni, correzione fraterna, comunione d'intenti.

Per gli educandi:

  1. Imparare l'autoanalisi.
    Capacità di lavorare autonomamente su se stessi. Imparare a conoscersi, ad essere consapevoli delle proprie capacità e dei propri limiti. Accoglienza dei doni che Dio ha fatto. Responsabilità nel farli fruttare e saperli condividere.
  2. Amare la vita interiore.
    Sensibilità nei confronti della Parola di Dio. Attenzione e assiduità nella vita sacramentale, liturgica e caritativa. Capacità di relazione vera e sincera con Dio attraverso la preghiera.
  3. Conoscere la cultura cristiana.
    Imparare a conoscere le basi della fede. Confrontarsi con la Parola, e con le parole che vengono dalla tradizione della Chiesa. Alfabetizzazione cristiana. Formazione di una coscienza morale cristiana.
  4. Crescere nell'ascolto e nella coscienza critica.
    Sviluppo di idee proprie. Formazione di una coscienza critica. Capacità di ascolto, confronto e dialogo e con idee diverse. Capacità di far fruttare esperienze che si presentano. Accoglienza degli stimoli. Educazione alla sensibilità artistica. Capacita di giudicare il proprio comportamento.
  5. Crescere negli affetti.
    Vivere le proprie relazioni di amicizia o sentimentali in modo corretto. Capire l'importanza di alcuni valori quali la si ncerità, la lealtà, il rispetto della persona, la libertà, la ricerca di una profondità sempre maggiore, la responsabilità nei confronti dei vicini, la gratuità.
  6. Promuovere una cultura di pace.
    Essere uomini e donne pacifici a partire dalla propria vita. Saper accogliere, rispettare il diverso. Capacità di socializzazione. Condividere momenti comuni con altri. Sensibilizzarsi nei confronti della povertà e delle tematiche mondiali (nonviolenza, pace, sottosviluppo, sobrietà e decrescita felice, economia equa e solidale...). Non accettare le ingiustizie. Restare fedeli alla Verità. Confronto con i poveri.
  7. Favorire il protagonismo.
    Impegno in prima persona nel servizio agli altri attraverso opere di volontariato. Responsabilità nei confronti della propria vita e di quella altrui. Attenzione verso la comunità di appartenenza.

Metodo

Per far sì che la persona cresca in modo armonico, si ponga un'attenzione costante al gruppo; solo in un contesto di r elazione è possibile, infatti, promuovere lo sviluppo personale. Una relazione é caratterizzata non solamente da obiettivi di aggregazione o svago (troppo riduttivi), ma considerando la valenza educativa dello stare insieme.
In questo senso si individuano tre momenti graduali e distinti, anche se strettamente collegati tra loro, che definiscono il metodo dell'oratorio:

L' Invito.

È il momento in cui si cerca di raggiungere e coinvolgere un più vasto numero di ragazzi e giovani, in modo che il gruppo venga arricchito da singolarità in grado di stimolarlo. In questa fase preliminare è di fondamentale importanza la pubblicizzazione delle diverse proposte.

L' Accoglienza.

È il momento in cui si pone l'attenzione sulle persone e si cerca di accettare le caratteristiche di ciascuno per renderle funzionali al gruppo. Gli educatori accompagnino, ma sempre in modo discreto, chi gli viene affidato, rispettando i tempi necessari.

La Proposta.

È questo il momento in cui ci si accosta personalmente a ciascuno per proporre, ma mai pretendere, la risposta ad eventuali richieste specifiche individuate per favorire la crescita. Si tratta di promuovere la persona. Nella proposta l'oratorio si pone come obiettivo primario la testimonianza della fede in Gesù Cristo. Risultano ovviamente privilegiati tutti quei momenti legati alla catechesi, ma guai pensare che l'azione educativa si limiti a questo: si farebbe un grave errore di valutazione sulle necessità di fanciulli, ragazzi e giovani. È proprio in riferimento alla globalità che l'oratorio si impegna a fare proposte diversificate, che occupino in modo nuovo il tempo libero di chi lo frequenta; un modo che lo aiuti a crescere e diventare responsabile di sé e degli altri che gli sono vicini.

Concludiamo sottolineando infine l'importanza di una pluralità di figure educative, in grado di testimoniare in modi diversi l'adesione a Cristo e alla Chiesa; perciò é auspicabile il coinvolgimento delle famiglie e della Comunità Parrocchiale, perché queste figure arricchiscono in modo significativo le modalità e le possibilità di testimonianza.
E' importantissimo tenere presente che l'oratorio non è, e non può essere, un'esperienza educativa autosufficiente.
Questa idea sbagliata riesce solo ad impoverire la qualità delle proposte.
L'oratorio è inserito in uno specifico territorio che offre occasioni di crescita, in cui sono presenti altre agenzie educative. È bene considerare la collaborazione e il lavoro in sinergia con queste ultime per migliorare le proposte ed intervenire in modo significativo nella promozione della persona.