“Sì, lo stupore significa sapersi accorgere che Dio è in mezzo a noi, che è all’opera ogni giorno, che ci parla con un sorriso, con il volto di una persona cara, con un gesto di amore gratuito. Meravigliarsi vuol dire, come Maria di Nazareth, rallegrarsi per le meraviglie che il Signore non cessa di compiere anche tramite noi, suoi poveri e semplici discepoli. Allora, non date retta a chi vi dice di non meravigliarvi, perché ormai siete grandi: conservate invece lo stupore di chi sa vedere le cose con l’occhio di Dio, il Dio delle meraviglie. Nel Piccolo Principe (un libro scritto per i grandi, che i grandi continuano a far credere che sia solo per i piccoli) viene detto che ‘si vede bene solo con il cuore’. Ecco, stupirsi è guardare con il cuore”. (E. Bianchi)

GMG Cracovia

Il filo conduttore della nostra esperienza è stata la capacità di stupirci di fronte alla forza e all’entusiasmo dei giovani presenti a Cracovia, tutti riuniti per un’unica volontà: condividere la gioia della fede. Infatti, grazie a questo viaggio abbiamo conosciuto meglio persone vicine alla nostra realtà, così come incontrato persone provenienti da altri Paesi e continenti: eravamo tutti così diversi, ma tutti animati dallo stesso desiderio.

Scherzare con i ragazzi del nostro gruppo, parlare un’altra lingua, camminare e cantare insieme per raggiungere i luoghi di preghiera, arrivare esausti alla fine della giornata, hanno sempre e comunque reso possibile aprire il proprio cuore per creare momenti di profonda condivisione; il semplice stare insieme si trasformava così in un incontro pieno di emozioni inaspettate.

Proprio l’incontro con l’altro ha permesso di superare gli inevitabili momenti di sconforto e di difficoltà fisica e psicologica, legati alla lontananza da casa, all’abbandono delle comodità, alla necessità di adattarsi e a volte alla convivenza forzata.

La volontà di essere lì, insieme, ci ha portati a vivere quest’esperienza sentendoci veramente parte di una gioventù viva, unita, piena di voglia di fare, di essere protagonista del mondo. Come ha detto Papa Francesco, non siamo e non vogliamo essere giovani-divano, al contrario, come dimostra la nostra partecipazione alla GMG, siamo “giovani in movimento”: siamo pronti a metterci in gioco, a donarci al prossimo e ad amare così come è stato più volte sottolineato nei vari incontri di preghiera.

Si è liberi solo quando ci si dona, Dio ci sta aspettando, accettiamo la sfida: vogliamo rendere il mondo diverso, mantenere nella quotidianità lo spirito di fratellanza e vedere il volto di Dio in ogni persona. Vogliamo essere “ponti”, andare incontro a culture diverse dalla nostra ed insegnare come percorrere le “strade della fraternità”: “festeggiamo il fatto che veniamo da culture diverse e ci uniamo per pregare”.

Durante la Veglia di preghiera, nel Campus Misericordiae abbiamo sentito vivo lo spirito di fratellanza: ad ognuno è stata data una candela, per fare luce non solo sul cielo, ma anche su sogni, speranze, richieste, dubbi e aspirazioni.GMG 2016 -Cracovia-

Questa esperienza ci ha insegnato che essere “giovani in movimento” significa vivere “ad immagine e somiglianza di Dio”, capendo quale sia il Suo progetto per noi; dobbiamo essere pronti ad accoglierlo ed a trasmetterlo anche a chi non riesce a trovare Dio nella propria vita. In definitiva è proprio questa la missione che ci è stata affidata e che vogliamo realizzare.

Anna e Valentina