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Oratorio

A fianco della chiesa parrocchiale, dopo un cancello sempre aperto e sotto gli sguardi speranzosi delle finestre della casa del don, la piazzetta del nostro oratorio ci invita a sedere sotto il portico o vicino agli spogliatoi del campo sportivo e da tennis.

Sì, perché l’Oratorio per noi è un luogo di incontro, dove racconti cosa è successo a scuola o al lavoro, gusti un gelato nel bar o ti fai le sfide al biliardino e magari vedi lo zio col nipotino giocare al parco giochi vicino al campo da basket.

Se ti fermi in mezzo alla piazzetta puoi vedere la porta che apre alle stanze del catechismo e al salone dove feste di bimbi, gare canore e conferenze si alternano durante tutto il corso dell’anno.

Non dimentichiamo la casa delle suore, la cappelletta invernale e la stanza del gruppo Caritas, tutte che si affacciano sulla piazza davanti alla chiesa.

Ebbene sì, questo è il nostro Oratorio. Ma a niente varrebbero gli edifici e i materiali se non fosse per gli infiniti gruppi di persone che si incontrano, che vivono e animano l’Oratorio stesso. Le mamme per le feste dei bimbi, l'educatore, il don e le suore, gli instancabili baristi, i gruppi adolescenti e di catechismo, il Cag, i catechisti, la Caritas, i calciatori, tutti i giovani volontari che animano le feste patronali e vivono l’Oratorio come una seconda casa, fino ad arrivare ai curiosi capannelli occasionali che si ritrovano nel bar anche solo per una birra.

E se stai bene attento a questo mosaico di persone, dopo un po’ puoi capire che l’Oratorio non sono le sole pareti, se non le senti risuonare degli inni del Grest e del fare catechismo; non è il solo campo da calcio, se non vedi i colori delle squadre e il pallone in gioco; non è il solo bar, se non provi la festosa atmosfera del ritrovarsi anche solo qualche minuto insieme.

L’Oratorio si vive nel condividere emozioni ed esperienze, delusioni e speranze, timori e certezze. E se lo vogliamo l’Oratorio rivela anche la possibilità di trovare quel qualcosa di più che tanto cerchiamo: la liberazione dalle sofferenze nell’irresistibile buona notizia che Gesù Cristo è davvero qui con noi e ci ama profondamente.

L’Oratorio respira come noi respiriamo e il battito del suo cuore continuerà finché noi, con la nostra partecipazione, permetteremo che batta.

“Sì, lo stupore significa sapersi accorgere che Dio è in mezzo a noi, che è all’opera ogni giorno, che ci parla con un sorriso, con il volto di una persona cara, con un gesto di amore gratuito. Meravigliarsi vuol dire, come Maria di Nazareth, rallegrarsi per le meraviglie che il Signore non cessa di compiere anche tramite noi, suoi poveri e semplici discepoli. Allora, non date retta a chi vi dice di non meravigliarvi, perché ormai siete grandi: conservate invece lo stupore di chi sa vedere le cose con l’occhio di Dio, il Dio delle meraviglie. Nel Piccolo Principe (un libro scritto per i grandi, che i grandi continuano a far credere che sia solo per i piccoli) viene detto che ‘si vede bene solo con il cuore’. Ecco, stupirsi è guardare con il cuore”. (E. Bianchi)

GMG Cracovia

Il filo conduttore della nostra esperienza è stata la capacità di stupirci di fronte alla forza e all’entusiasmo dei giovani presenti a Cracovia, tutti riuniti per un’unica volontà: condividere la gioia della fede. Infatti, grazie a questo viaggio abbiamo conosciuto meglio persone vicine alla nostra realtà, così come incontrato persone provenienti da altri Paesi e continenti: eravamo tutti così diversi, ma tutti animati dallo stesso desiderio.

Scherzare con i ragazzi del nostro gruppo, parlare un’altra lingua, camminare e cantare insieme per raggiungere i luoghi di preghiera, arrivare esausti alla fine della giornata, hanno sempre e comunque reso possibile aprire il proprio cuore per creare momenti di profonda condivisione; il semplice stare insieme si trasformava così in un incontro pieno di emozioni inaspettate.

Proprio l’incontro con l’altro ha permesso di superare gli inevitabili momenti di sconforto e di difficoltà fisica e psicologica, legati alla lontananza da casa, all’abbandono delle comodità, alla necessità di adattarsi e a volte alla convivenza forzata.

Leggi tutto: GMG 2016 -Da Cracovia-

PdL1Ho avuto l'opportunità di partecipare come animatrice al campo estivo e, con mia grande sorpresa e con molto piacere, sono stata convocata anche a quello invernale.
Quest'anno si è svolto dal 2 al 5 Gennaio 2015 a Ponte di Legno nella casa per ferie ''Tu che conosci il cielo'' dell'associazione Amici di Samuele.
Con grande soddisfazione abbiamo accolto 30 ragazzi, raggiungendo il numero complessivo di 40 persone.
Attraverso quest'esperienza, abbiamo colto l'occasione di sensibilizzare i nostri giovani al tema dell'affettività e dell'amore, un argomento oggi sottovalutato o dato troppo per scontato, attraverso la visione del film ''Juno'' e attraverso riflessioni ed attività gestite da Sonia Bettinsoli e Gabriele Frialdi (presenti al campo con la loro famiglia) e supportate da noi animatori. Durante il corso della giornata le attività si sono alternate a uscite sul territorio per sciare, pattinare o passeggiare tutti insieme, un modo per staccare un po' la spina e permettere a tutti di divertirsi in compagnia.

Leggi tutto: Se questo è amore... costruiamolo insieme

PdL2Dal 2 Gennaio al 5 Gennaio, ben quaranta persone tra ragazzi e accompagnatori hanno trascorso delle bellissime giornate, partecipando al campo invernale 2015.

La squadra ha soggiornato presso la “Casa degli amici di Samuele”, casa vacanze situata a Ponte di Legno, comune camuno. Questa casa è stata resa accogliente a tutti in onore del giovane Samuele purtroppo scomparso a causa di una malattia.

Il gruppo, vivendo splendide giornate soleggiate, ha avuto modo di instaurare e approfondire legami d’amicizia e fiducia reciproci, di trattare argomenti per aiutare la crescita personale di ciascuno di noi, quali sessualità e varie problematiche comuni nella società moderna.

A momenti di riflessione personale e collettiva si sono alternati anche spazi di svago e divertimento: non sono mancate passeggiate nel comune montano e tante risate su pattini e sci.

Ci sembra quasi impossibile trovar parole sufficienti ad esprimere la gratitudine di noi ragazzi verso tutti gli accompagnatori che ci hanno guidato in questi giorni.

Siamo tutti veramente felici d’aver partecipato a quest’importante esperienza, abbiamo stretto amicizie che si consolideranno nel tempo e vissuto esperienze che ricorderemo con gioia.

Siamo già tutti nostalgici di quei bei giorni a Ponte di Legno e aspettiamo il campo estivo per vivere un’altra splendida avventura.

UN’ESPERIENZA MISSIONARIA IN ANGOLA

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Tre settimane che sono letteralmente volate, tra incontri, lavoro, gioco, scambi di esperienze, preghiera. Abbiamo potuto entrare anche se in modo veloce in rapporto con la realtà complessa dell’Angola, visitando la città di Luanda, il bairro, andando all’interno del paese per raggiungere Lucala, l’altra missione dove abbiamo potuto ammirare alcune bellezze naturali come le cascate di Calandula e la Pedra Negra. Queste visite sono state concertate nei fine settimana mentre dal lunedì al venerdì noi ragazzi ci siamo dedicati ad alcuni lavori di manutenzione della casa, pitturando stanze, esterni e il grande portone carraio di ingresso alla missione. Possiamo dire che la sera eravamo stanchi ma felici. Noi ragazzi durante ogni lavoro che svolgevamo all’interno della missione venivamo osservati costantemente anche da tanti ragazzi e coetanei angolani che si stupivano non capendo il senso della nostra presenza, mentre ripitturavamo la scritta esterna alla missione “missione Joao Piamarta”. Credo che queste settimane abbiano fatto più che bene a noi ragazzi perché’ ci hanno dato la possibilità di assaporare l’ essenziale della vita, ma certamente hanno fatto bene anche ai ragazzi della scuola perché hanno visto persone che rinunciando a parte delle loro vacanze si sono messe a disposizione gratuitamente per gli altri. Concludo dicendo che è stata un’esperienza positiva e ha cambiato molto il nostro modo di pensare.

Paolo Ferraglio